NON VOLTARTI INDIETRO / Primo piano     Pubblicata il 09 febbraio 2018

Non voltarti indietro, applausi e consensi anche a Como

Applausi convinti, domande puntuali e interessate, tanto sconcerto per un fenomeno quasi sconosciuto. È stato accolto così dagli spettatori del Festival del cinema italiano a Como  “Non voltarti indietro“, il primo docufilm sugli errori giudiziari mai girato in Italia e prodotto da Errorigiudiziari.com. Selezionato tra i 14 film in concorso nella sezione “Cinema italiano 2.0”, l’opera diretta da Francesco Del Grosso (scritta e ideata da Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone con Stefano Oliva) ha raggiunto così la partecipazione numero 18 tra festival e rassegne nazionali e internazionali, con 8 tra premi e menzioni speciali ricevuti.

 

La proiezione di “Non voltarti indietro” si è tenuta giovedì 8 febbraio (alle 18 al Cinema Astra, in viale Giulio Cesare 3), alla presenza del regista e di una dei protagonisti del docufilm, Lucia Fiumberti. Dopo una veloce presentazione dell’opera, a cura del direttore artistico del Festival, il pubblico ha assistito in silenzio alle vicende drammatiche, tristi e amare dei cinque protagonisti finiti in carcere da innocenti: lo stilista di moda Fabrizio Bottaro, la commercialista Daniela Candeloro, l’impiegata della Provincia Lucia Fiumberti, il dipendente delle Poste Vittorio Gallo, l’imprenditore Antonio Lattanzi. Alla fine, un applauso liberatorio e prolungato.

Subito dopo la proiezione, Francesco Del Grosso e Lucia Fiumberti si sono prestati a rispondere alle domande del pubblico: sulla genesi del progetto, spiegando che “Non voltarti indietro” è una produzione del tutto indipendente, che cioè non ha potuto contare su alcun finanziamento pubblico; sottolineando come si tratti di un’opera che si sofferma sullo stato d’animo di chi si ritrova dietro le sbarre senza motivo né colpa; evidenziando l’importanza di affrontare casi di persone qualunque, perché lo scopo è proprio quello di ricordare che finire vittima di un’ingiusta detenzione o di un errore giudiziario può succedere a chiunque.

 

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