Angelo Massaro carcere Peso morto

“Peso morto”, il nuovo docufilm di Errorigiudiziari.com

Siamo arrivati al momento che attendevamo da almeno un anno, da quando cioè abbiamo messo in cantiere il nostro progetto più grande e impegnativo. Siamo qui per annunciarvi un nuovo docufilm. Sì, avete capito bene: dopo la straordinaria esperienza con “Non voltarti indietro”, siamo pronti per partire per un nuovo viaggio che ci auguriamo altrettanto entusiasmante: “Peso morto”.

Questa volta vi abbiamo voluto raccontare la storia di uno degli errori giudiziari italiani più gravi della storia recente, quello che ha rischiato di travolgere e schiacciare per sempre un uomo qualunque, un padre di famiglia, un lavoratore come Angelo Massaro.

Non vi spiegheremo perché abbiamo scelto il titolo “Peso morto”: sarà più bello e più giusto scoprirlo quando vedrete il docufilm in sala. Per completare questo annuncio, però, dobbiamo necessariamente fare alcuni ringraziamenti . Il primo grazie va allo stesso Angelo: per aver accettato di ripercorrere con noi tutte le tappe, comprese quelle più dolorose, della sua tragedia giudiziaria, e per averci consentito di condividere con lui i momenti più intimi suoi e della sua splendida famiglia.

Il secondo grazie va a Francesco Del Grosso, proprio lui, l’artefice del nostro “Non voltarti indietro”: mai come questa volta “Maestro” nel raccontare per immagini, e con un taglio che vi sorprenderà, un dramma con pochi eguali. Con lui, una pattuglia di eccellenti professionisti con cui è stato fantastico lavorare, non soltanto per la loro capacità tecnica, ma per la straordinaria sensibilità e il genuino interesse mostrati verso un tema così delicato.

Il terzo grazie a Black Rock Film, indispensabile supporto tecnico e organizzativo per affrontare lo sforzo produttivo che abbiamo sostenuto.

Avremmo tante cose da raccontarvi ancora, da annunciarvi, da svelarvi su “Peso morto”. Accettate un consiglio: continuate a seguirci qui sul sito e su tutti i nostri canali social, perché avrete notizie molto, molto presto…

 

(Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone)

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