Rivincita in appello, all’imprenditore anche un indennizzo

Con un’assoluzione completa decisa dai giudici d’appello cala definitivamente il sipario sull’inchiesta legata al “piano casa” del comune di Firenze. Nel luglio del 1992 l’indagine porta in carcere tra gli altri l’allora vicesindaco di Palazzo Vecchio, Gianni Conti, e con lui gli imprenditori pratesi Roberto e Rodolfo Bartolomei e Riccardo Fusi. Quest’ultimo riceverà insieme con Francesco Zanobetti, commercialista, un risarcimento di 15 milioni di lire per ingiusta detenzione, su richiesta fatta dall’avvocato Sandro Traversi. Dei tanti capi d’accusa formulati nei confronti degli imputati, in appello era rimasto in piedi solo quello di false fatturazioni finalizzate alla creazioni di fondi neri. Ma dopo un pronunciamento della Cassazione che ha annullato una precedente e sfavorevole sentenza di secondo grado, ieri la seconda sezione della Corte d’appello, presieduta da Michele Ravone, ha assolto «perché il fatto non costituisce reato» Riccardo Fusi, i due fratelli Bartolomei, Zanobetti, Berlincioni e Stanghi.

(Fonte, 17 ottobre 1998)

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