Il direttore della Asl non ha mai truccato il bilancio

Alessandro Scarafuggi

Alessandro Scarafuggi

Sembrava la solita brutta storia di malversazioni nella sanità. Con il solito manager di una Asl arrestato perché sorpreso a truccare i bilanci per ricavarne guadagni illeciti. E invece quello in cui è finito Alessandro Scarafuggi, 65 anni, era un errore giudiziario. Perché lui, con quella vicenda, non c’entrava nulla. E per quell’ingiusta detenzione sofferta, per il danno alla carriera e all’immagine che ne è derivato, avrà un risarcimento.

 

È il 12 maggio 2012. Alessandro Scarafuggi, già da tempo direttore generale della Asl di Pistoia, viene arrestato nell’ambito di un’inchiesta che la procura di Massa sta conducendo su un ammanco di 270 mila euro nei bilanci dell’azienda sanitaria locale della città, di cui è stato direttore generale dal 2002 al 2007. L’accusa? Falso in atto pubblico. Stessa sorte per un ex direttore generale della stessa Asl, Antonio Delvino: anche lui risulterà innocente.

 

Scarafuggi finisce agli arresti domiciliari. Difeso dagli avvocati Federico Bagattini e Alberto Corsinovi, rassegna subito le dimissioni dal suo incarico e decide di farsi interrogare subito per respingere tutte le accuse. Così, l’1 giugno 2012, il Gip lo rimette in libertà. Ma nel frattempo l’Ordine dei medici lo ha sospeso.

 

Dovranno passare più di due anni, prima che l’innocenza di Scarafuggi venga dimostrata. Il 22 ottobre 2014 il Giudice dell’udienza preliminare di Massa, Antonia Aracri, proscioglie il dirigente della Asl perché “il fatto non costituisce reato”. Tre mesi dopo, a fine gennaio 2015, la sentenza diviene irrevocabile.

 

Dalla sentenza del Gup di Massa si chiarisce anche il motivo per cui Scarafuggi era finito nell’indagine. A iscrivere poste fittizie nella contabilità dell’Asl era stato l’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti, che in seguito verrà infatti condannato.

L’estraneità di Scarafuggi viene messa nero su bianco nella sentenza dello stesso giudice dell’udienza preliminare: “Nulla era rilevabile dal bilancio e dalla nota integrativa… L’insidia si è verificata in un ambito non controllabile dal Direttore Generale… non spetta al Direttore Generale verificare la coerenza fra le scritture contabili e la loro regolare tenuta, perché si tratta di un compito del Collegio sindacale, il quale non ha mosso nessuna obiezione…”.

 

Ai giornalisti, il giorno dell’assoluzione, Scarafuggi dice solo: “Sono sereno, anzi, sono proprio felice. Ma fino all’ultimo ho temuto: non si sa mai, in Italia per un giudice sei innocente mentre per un altro sei colpevole”.

 

Gli avvocati di Scarafuggi, che oggi lavora come medico di famiglia, presentano istanza di riparazione per ingiusta detenzione. E la Corte di Appello di Genova l’accoglie, disponendo la liquidazione di 30 mila euro a titolo di indennizzo per i 21 giorni trascorsi in custodia cautelare agli arresti domiciliari, ma anche per il danno patrimoniale derivato dalle dimissioni dall’incarico di direttore generale della Asl di Pistoia e per il danno all’immagine e alla reputazione.

 

(fonti: Il Tirreno, Quotidiano NazionaleLa Repubblica, 11 luglio 2017)

 

 

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