Giancarlo Noto: in carcere per uno scambio di persona, libero grazie al Dna

Assolto con la formula più ampia come richiesto dalla difesa. Dopo un anno e tre giorni di detenzione ieri alle 12,30 il Tribunale di Ragusa ha assolto il ventunenne modicano Giancarlo Noto. Era accusato di rapina aggravata.

La sentenza assolutaria è arrivata anche alla luce della perizia sui passamontagna utilizzati e poi abbandonati per strada dai due rapinatori della pensionata modicana presa di mira al Quartiere Santa Lucia il 6 maggio dell’anno scorso. Prima della discussione, infatti, è stato sentito il maresciallo del Ris di Messina incaricato di questo esame, il biologo Salvatore Marcì, che ha scagionato Noto così come aveva fatto davanti al Tribunale dei Minori per il coimputato minorenne visto che le comparazioni sono state negative.

 

Il presidente del collegio Vincenzo Ignaccolo (a latere c’erano Ivano Infarinato ed Eleonora Schininà) ha chiesto al perito anche se c’era una possibilità che l’imputato avesse indossato il passamontagna senza lasciare tracce. Il perito ha risposto: «Non si può escludere al 100% ma è molto improbabile». Alla luce di questa perizia nei giorni scorsi Noto, difeso dall’avvocato Giovanni Favaccio, era stato rimesso in libertà.

È stato lo stesso pm Serena Menicucci, anche alla luce delle contraddizioni del teste chiave dell’accusa Carmelo Blandino, a chiedere l’assoluzione di Noto seppur per mancanze di prove.

 

La parola è passata all’avvocato Favaccio che ha chiesto l’assoluzione di Noto con la formula più ampia anche in virtù delle prove prodotte dalla difesa come i tabulati telefonici che hanno attestato che l’imputato si trovava a 10 chilometri dal luogo della rapina, tesi confermata anche da 4 testi. La difesa ha anche citato la parte offesa che ha detto in aula di non avere incontrato dopo la rapina Blandino. L’avvocato Favaccio, oltre a preannunciare l’azione legale in favore di Noto per il risarcimento danni per ingiusta detenzione, ha chiesto al Tribunale di inviare gli atti in Procura per ipotizzare il reato di calunnia ai danni di Blandino.

 

L’altro imputato è il diciassettenne G.C., difeso dall’avvocato Carmelo Spadaro, è sotto processo davanti al Tribunale dei Minori di Catania, in attesa di sentenza, anch’egli scagionato dall’esperto del Ris dei Carabinieri di Messina.

 

L’anziana era stata vittima di una rapina ad opera di due individui armati di coltello e travisati con passamontagna. La poveretta si era vista irrompere in casa i due malviventi, i quali, bloccandola e minacciandola con l’arma che le avevano puntato alla gola, le avevano sottratto la collana di oro e 50 euro.

 

A distanza di circa un anno dalla richiesta e a due anni dall’assoluzione con formula piena, la terza sezione penale della Corte d’Appello di Catania (presidente Anna Maria Muscarella), ha liquidato la somma pari ad 85 mila euro al ventiquattrenne modicano, difeso dagli avvocati Giovanni Favaccio e Alessio Malvaso.

Si tratta del corrispettivo di risarcimento per ingiusta detenzione. Il giovane, infatti, era rimasto in carcere un anno e tre giorni perchè accusato, in concorso con un minore, di essere l’ autore di una rapina ai danni di una pensionata modicana, al Quartiere Santa Lucia. Noto è stato assolto dal Tribunale di Ragusa, il 27 maggio 2014. Ora è arrivato il momento anche del rimborso. La vittima era stata depredata dalla collanina d’ oro e di 50 euro.

 

(fonte: Salvo Martorana, Giornale di Sicilia, 29 maggio 2014 e 2 giugno 2016)

 

 

 

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