Carcere ingiusto, risarcito Caputo

Trentunomila euro di risarcimento per sette giorni di ingiusta detenzione. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Appello di Salerno. Il risarcimento fa riferimento alla vicenda giudiziaria che, alla fine degli anni Ottanta, vide coinvolto l’ex sindaco di Agropoli (in provincia di Salerno) Paolo Caputo, all’epoca dirigente dell’Usl 60.

 

Quando la procura di Vallo della Lucania avviò un’inchiesta su presunti favoritismi in occasione dell’apertura di un centro di igiene mentale disposto dall’Usl nel comune di Rutino. Le indagini culminarono nel 1994 con l’arresto di dodici dei venti indagati, tra i quali amministratori locali e dirigenti dell’Usl. In manette finì anche Paolo Caputo, che trascorse sette giorni nel carcere di Fuorni. Ora, dopo la sentenza di assoluzione con formula piena emessa dal tribunale di Vallo della Lucania il primo giugno del 2006, giunge la riparazione per ingiusta detenzione: 31mila euro, ai quali si aggiungono circa 10mila euro per “irragionevole durata del processo”.

 

L’indagine sulla struttura di igiene mentale di Rutino scattò nel 1990 e agli inizi del 1994 iniziò il processo, dodici anni dopo tutti gli imputati vennero prosciolti con formula piena dalle accuse. In particolare, nel 2006 furono prosciolti i componenti dell’allora comitato di gestione Usl60: Paolo Caputo, Michele Nigro, Michele Maratea, Gerardo Spira, Vincenzo Barlotti, Domenico Chieffallo, Giovanni Pesce.

 

(Fonte: la Città di Salerno, 12 settembre 2007)

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