Alta Mafia, ingiusta detenzione: risarcito Vito Augello

I giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno deciso un risarcimento in denaro per ingiusta detenzione a Vito Augello, 65 anni, ex dirigente del Comune di Canicattì e attuale presidente del Consiglio di amministrazione della banca San Francesco.

La cifra che sarà corrisposta ad Augello è di circa 8 mila euro. L’ex funzionario dell’ente comunale nel 2004 venne arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Alta Mafia” che portò in carcere 43 persone, la maggior parte delle quali della provincia di Agrigento.

Vito Augello in carcere trascorse dieci giorni e altrettanti agli arresti domiciliari. Poi venne scarcerato, ed addirittura i Pm del procedimento non chiesero per lui nemmeno il rinvio a giudizi, ma il proscioglimento.

 

(fonte: Agrigentonotizie.it, 3 aprile 2008)

 

Processo “Alta mafia”, 21 condanne

Sette dei 28 imputati per i quali è stata emessa oggi la sentenza, tutti giudicati con il rito abbreviato dal gup del tribunale di Palermo, sono stati assolti. Altri 14 inquisiti, tra i quali l’ex assessore regionale dell’Udc Vincenzo Lo Giudice, per il quale è stata ripristinata ieri la custodia cautelare in carcere, sono invece in atto imputati davanti ai giudici del tribunale di Agrigento, avendo scelto il rito ordinario.

Pene per complessivi 83 anni di carcere sono stati inflitti dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini per 21 imputati del processo scaturito dall’operazione denominata «Alta mafia», che il 29 marzo dello scorso anno portò all’arresto di una quarantina di persone che avrebbero controllato gli appalti pubblici in provincia di Agrigento.

Sette dei 28 imputati per i quali è stata emessa oggi la sentenza, tutti giudicati con il rito abbreviato, sono stati assolti. Altri 14 inquisiti, tra i quali l’ex assessore regionale dell’Udc Vincenzo Lo Giudice, per il quale è stata ripristinata ieri la custodia cautelare in carcere, sono invece in atto imputati davanti ai giudici del tribunale di Agrigento, avendo scelto il rito ordinario.

L’operazione della squadra mobile di Agrigento fu coordinata dalla Dda di Palermo. In carcere finirono politici, imprenditori, funzionari pubblici e liberi professionisti.

I giudici hanno in pratica accolto le richieste formulate dai pm della Direzione distrettuale antimafia Corrado Fasanelli e Claudio Siragusa. Questi gli imputati condannati: Mario Bartolotta (4 anni), Calogero Calderaro (2 anni), Angelo Di Bella (4 anni), Salvatore Di Gioia (2 anni), Diego Ficarra (5 anni), Vincenzo Ficarra (6 anni e 6 mesi), Carmelo Giardina (1 anno e 4 mesi), Calogero Greco (4 anni), Calogero Guarneri (8 anni), Francesco Guarneri (2 anni), Luigi Guarneri (2 anni), Angelo Parla (5 anni), Antonino Tricoli (1 anno e 4 mesi) tutti di Canicattì; sei anni ciascuno ai fratelli Calogero e Giovanni Gentile; cinque anni ciascuno ai fratelli Domenico e Giuseppe Mortellaro; sei anni a Calogero Russello e tre anni a Gaetano Scifo, imprenditori di Agrigento; Giuseppe Sutera (2 anni) e Salvatore Vaccaro, 3 anni e 2 mesi. Sono stati invece assolti Giuseppe Miceli Corchettino, Vito Augello, Calogero Saeva, Diego Guarneri, Giovanna e Salvatore Calderaro e Giuseppina Maria Rita Cuscio.

 

(fonte: Giornale di Sicilia, 29 luglio 2005)

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