In carcere 6 mesi per un errore, poi il giudice lo proscioglie
Arrestato per una rapina, rimase in prigione per colpa di un tizio che si era inventato tutto
Arrestato per una rapina, rimase in prigione per colpa di un tizio che si era inventato tutto
“Escludere l’avvocatura dalle inaugurazioni dell’anno giudiziario in cui si traccia un bilancio dei dodici mesi precedenti equivale a certificare un falso”.
Secondo un calcolo compiuto dall’Eurispes nell’arco degli ultimi cinquant’anni sarebbero 4 milioni gli italiani vittime di svarioni giudiziari: dichiarati colpevoli, arrestati e solo dopo un tempo più o meno lungo, rilasciati perché innocenti.
Due giapponesi sono stati prosciolti dall’accusa di omicidio e rapina dopo aver scontato quasi 30 anni di carcere.
“L’inchiesta” di Luigi De Magistris. Quattro anni, trenta indagati, trenta archiviati. La “cupola” non è mai esistita, in compenso la Basilicata ha perso un magistrato (Felicia Genovese) che aveva sconfitto i clan e un manager (Michele Cannizzaro) che aveva risanato l’ospedale di Potenza.
Prima lo chiamarono “ammazzasentenze” e poi lo processarono per complicità con la mafia. Assolto con formula piena, è tornato alla “sua” Cassazione. E ora racconta vizi e privilegi dei magistrati. Senza rancore
Che cosa accade nei vari Stati dell’Unione nel caso in cui un cittadino che si senta danneggiato da un giudice voglia in qualche modo rivalersi?
Il vero significato dell’attuale dibattito sulla responsabilità civile dei magistrati non va ridotto allo slogan “chi sbaglia paga”
Uno dei più famosi avvocati penalisti del mondo dice la sua sul tema dei condannati ingiustamente, in un saggio con l’introduzione di Giuliano Ferrara.
Un brigadiere con il mal di schiena finisce agli arresti domiciliari per cinque mesi solo perché una sua conversazione con un centro massaggi cinese viene interpretata male. Ma con l’accusa di sfruttamento della prostituzione non c’entrava nulla.