Quando un giudice sbaglia, paga? In Spagna funziona così

Continua la nostra inchiesta su come i sistemi giudiziari europei si regolino con la responsabilità civile dei giudici. Dopo aver visto come funziona in Germania, analizziamo la realtà di un altro grande Paese: com’è disciplinata la responsabilità civile dei magistrati in Spagna? Anche in questo caso, non è prevista per il cittadino la possibilità di agire direttamente nei confronti del giudice da cui ritiene di essere stato danneggiato. Ma vediamo di capirne di più.

Giudici responsabili solo per dolo o colpa

La normativa che regola la responsabilità civile dei magistrati in Spagna è contenuta nella Ley Orgánica 6/1985 del Poder Judicial (LOPJ). All’articolo 16 è previsto che giudici e magistrati rispondano penalmente e civilmente nei casi e nelle forme previste dalle leggi. Ma sono gli articoli 411-413 a disclipinare più nel dettaglio la responsabilità delle toghe.

La condizione perché rispondano civilmente per i danni eventualmente causati è che nell’esercizio delle loro funzioni sia ravvisabile il dolo oppure la colpa.

A poter chiedere di rivalersi nei confronti del magistrato da cui si ritiene di essere stati danneggiati è la parte lesa oppure i suoi aventi causa, attraverso un’apposita istanza (come del resto accade anche in Italia) che non può comunque essere presentata prima che diventi definitiva la sentenza di condanna. In nessun caso, tuttavia, il provvedimento che verrà emesso a conclusione del giudizio di responsabilità civile può modificare la decisione del processo originario.

Risarcimenti, paga lo Stato

Accanto a questa responsabilità di tipo personale del magistrato o del giudice, il sistema giudiziario in Spagna prevede anche una responsabilità patrimoniale dello Stato in caso di errori giudiziari, funzionamento anomalo dell’amministrazione della giustizia e ingiusta carcerazione preventiva (che in Italia chiamiamo custodia cautelare).

L’art. 121 della Costituzione spagnola prevede che “I danni causati per errori giudiziari, così come quelli che siano conseguenza del malfunzionamento dell’Amministrazione della Giustizia, daranno diritto a un indennizzo a carico dello Stato, conformemente alla legge”. La Ley Orgánica del Poder Judicial ha in seguito integrato questo concetto fondamentale includendo anche l’ingiusta carcerazione preventiva.

In particolare è l’art.292 della Ley Orgánica del Poder Judicial a stabilire il diritto a un indennizzo per coloro che siano stati danneggiati per errore giudiziario o in conseguenza di un funzionamento anomalo della giustizia. Il danno deve essere effettivo, valutabile economicamente e individuabile in capo a una persona o a un gruppo.

Per avere diritto a questa forma di risarcimento per errore giudiziario o funzionamento anomalo dell’amministrazione della giustizia, l’interessato deve presentare la propria richiesta direttamente al Ministero della Giustizia (in Italia l’istanza di riparazione per ingiusta detenzione si presenta invece alla Corte d’Appello del distretto dov’è stata pronunciata la sentenza). La sua istanza verrà sottoposta a una valutazione che potrà essere accolta o respinta (art. 293).

L’art. 296 prevede che lo Stato risponda dei danni prodotti da giudici e magistrati per dolo o colpa grave. In tal caso lo Stato può rivalersi nei confronti del giudice che ha causato il danno, per recuperare il denaro versato sotto forma di indennizzo al danneggiato.

 

(fonti: Servizio Studi del Dipartimento Giustizia della Camera dei Deputati; Autonomia e Indipendenza)