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Non favorì il boss, ma fa lo stesso 18 giorni di ingiusta detenzione

Arrestato dalla squadra mobile di Torino con l’accusa di favoreggiamento personale nei confronti di un capo della mafia calabrese. Dopo aver passato quasi tre settimane in carcere, viene assolto in tutti i gradi di giudizio: non fu lui a commettere il reato, ma il padre della fidanzata. Sarà risarcito con 2.700 euro.

Un’altra ingiusta detenzione per intercettazioni interpretate male

Carlo Salti, 66 anni, è un onesto commerciante di automobili. Un giorno lo arrestano per usura: lo inchioderebbero intercettazioni telefoniche con un boss della malavita. Ma quelle conversazioni non dicono affatto ciò che pensano gli inquirenti. Sei mesi di carcere da innocente e 10 anni di odissea giudiziaria dopo, arriverà l’assoluzione. Seguita dal risarcimento. Ma la sua vita non sarà mai come prima.