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Preso per spacciatore perché parla di ringhiere al telefono

Gli inquirenti gli contestano di aver parlato al telefono con quello che viene ritenuto capo di una banda specializzata in furti, rapine e spaccio di droga. Si riferisce a “cancellI”, “ringhiere”, “lavori”, ma non è un linguaggio in codice: è il suo lavoro. Dopo 23 giorni in carcere e 4 anni di odissea giudiziaria, verrà scagionato.

Il direttore della Asl non ha mai truccato il bilancio

Accusato di aver iscritto poste fittizie nella contabilità dell’azienda sanitaria, finisce agli arresti domiciliari. La carriera e la reputazione sono distrutte: deve dimettersi, l’Ordine dei medici lo sospende. Ma è innocente: il vero responsabile del reato è un precedente amministratore.

Una carriera militare distrutta da intercettazioni sbagliate

Lui parlava al telefono di televisori e di partite di calcio, gli investigatori che lo intercettavano erano convinti si riferisse alla droga. Dopo il carcere e gli arresti domiciliari da innocente, è stato risarcito. Quattro anni di calvario giudiziario. E una lunga battaglia per essere reintegrato nell’esercito.