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Un’altra ingiusta detenzione per intercettazioni interpretate male

Carlo Salti, 66 anni, è un onesto commerciante di automobili. Un giorno lo arrestano per usura: lo inchioderebbero intercettazioni telefoniche con un boss della malavita. Ma quelle conversazioni non dicono affatto ciò che pensano gli inquirenti. Sei mesi di carcere da innocente e 10 anni di odissea giudiziaria dopo, arriverà l’assoluzione. Seguita dal risarcimento. Ma la sua vita non sarà mai come prima.

Preso per spacciatore perché parla di ringhiere al telefono

Gli inquirenti gli contestano di aver parlato al telefono con quello che viene ritenuto capo di una banda specializzata in furti, rapine e spaccio di droga. Si riferisce a “cancellI”, “ringhiere”, “lavori”, ma non è un linguaggio in codice: è il suo lavoro. Dopo 23 giorni in carcere e 4 anni di odissea giudiziaria, verrà scagionato.

Il direttore della Asl non ha mai truccato il bilancio

Accusato di aver iscritto poste fittizie nella contabilità dell’azienda sanitaria, finisce agli arresti domiciliari. La carriera e la reputazione sono distrutte: deve dimettersi, l’Ordine dei medici lo sospende. Ma è innocente: il vero responsabile del reato è un precedente amministratore.