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Roberto Giammattei, il gallerista incastrato per errore dalle intercettazioni

Arrestato in un’operazione anticamorra, accusato di detenere armi per conto dei clan, ha passato 70 giorni agli arresti domiciliari. Prosciolto: il fatto non sussiste. Era uno scambio di persona

Enzo Tortora, storia di un orrore giudiziario

La vicenda giudiziaria divenuta il simbolo di tutti gli errori giudiziari in Italia. L’arresto di uno dei presentatori televisivi più popolari di sempre, la condanna in primo grado per un reato mai commesso (traffico di droga), l’assoluzione con formula piena.

Gigliola Di Michele, 3500 euro per un mese agli arresti da innocente

Accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, è stata completamente prosciolta da ogni accusa. Ha passato 28 giorni ai domiciliari, uno in carcere, sostenuto due processi. E l’Avvocatura dello Stato voleva rifiutarle il risarcimento per ingiusta detenzione

Adriana Iacob, detenuta per 3 anni perché nessuno ha guardato le prove

Viene accusata di omicidio della donna ottantenne presso cui lavora come badante. Ma l’anziana è morta d’infarto, come accertato dopo tre anni di carcere e una prima condanna a 14 anni di reclusione. Dopo tre anni di carcere preventivo e un’assoluzione piena nel 2008, lo Stato le riconosce il diritto a un risarcimento di 210mila euro. Che sei anni dopo ancora non ha ricevuto. E che non vedrà mai, perché nel frattempo viene ritrovata morta nel suo letto di casa.

Amayo Kelly, due anni in carcere da innocente, non ha diritto al risarcimento

Dalla direzione distrettuale antimafia dell’Aquila è stato accusato di sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù anche nei confronti della moglie. Ma non c’entrava nulla. E la sua richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione (180 mila euro) è stata respinta

Lucia Fiumberti: “Io, 22 giorni in cella da innocente”

Ex dipendente della Provincia di Lodi, viene prelevata da casa, senza prove, alle 4,30 di notte per essere rinchiusa a San Vittore. In una cella da 12 metri quadri con altre detenute e senza poter vedere i suoi cari. La accusano di aver falsificato la firma su un’autorizzazione in cambio di soldi. Ma è innocente.