Scambiato per rapinatore, 4 mesi in carcere innocente

Un’anziana crede di riconoscere in lui il bandito che l’ha aggredita al cimitero mentre pregava sulla tomba del marito. Ma si sbaglia e se ne renderà conto solo quando lo avrà di fronte in un’aula di tribunale.

SCHEDA

Emanuele Zanoncini

Bibbiano (Reggio Emilia)
  • Anno
  • 2010
  • Reato
  • Rapina
  • Avvocato
  • Vainer Burani
  • Giorni di detenzione
  • 120 (carcere)
  • Errore
  • Testimonianze
  • Risarcimento
  • 20.700 euro

È il tardo pomeriggio del 23 agosto 2009. Nel cimitero di Barco di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, una donna sta pregando sulla tomba di un suo caro: è la signora Norma Medici, 76 anni, intenta a commemorare il marito defunto. A un tratto, un uomo le si avvicina e sotto la minaccia di un coltello le intima di consegnargli tutto: “Dammi i soldi, sennò ti ammazzo”. La donna, terrorizzata, gli porge il portafoglio che contiene 150 euro. L’uomo si dilegua. Il fatto scuote profondamente la comunità locale, finisce anche nelle cronache nazionali, perfino in trasmissioni televisive Rai come «La vita in diretta». Qualche giorno dopo viene arrestato il presunto rapinatore: si tratta di Emanuele Zanoncini,  27 anni. Lui, dal carcere, nega tutto e continua a dichiararsi innocente. Ma non c’è niente da fare: il processo è inevitabile. Lo inchioda un riconoscimento fotografico che sembra una prova a carico solidissima.

In aula, però, si verifica il colpo di scena: la signora vittima della rapina non riconosce l’imputato Emanuele Zanoncini come il bandito che l’aggredì mentre stava pregando sulla tomba del marito. Inevitabile l’assoluzione, anche perché in favore del giovane c’erano diverse circostanze: alcuni testimoni avevano sottolineato in aula come Zanoncini il giorno della rapina avesse una gamba fasciata, mentre la donna vittima della rapina aveva parlato di un aggressore che non zoppicava.

Una volta divenuta definitiva la sentenza, il legale di Zanoncini – l’avvocato Vainer Burani – ha presentato un’istanza di riparazione per ingiusta detenzione per i quattro mesi trascorsi in carcere da innocente da parte del suo assistito.

La Corte d’Appello di Bologna, alla fine di giugno del 2010, accoglie la richiesta del legale di Zanoncini. E dispone che il Ministero dell’Economia liquidi un risarcimento nei confronti di Emanuele Zanoncini pari a 20.700 euro.

 

(fonte: Gazzetta di Reggio)

Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2019

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