Nove mesi e mezzo in carcere, ma non è lui il rapinatore

Accusato di tre rapine aggravate e di ricettazione, viene arrestato soltanto sulla base di un riconoscimento fotografico che si rivelerà errato. E lui, che pure ha precedenti con la giustizia, questa volta è innocente.

SCHEDA

Alessandro Sardelli

Roma (Roma)
  • Anno
  • 2020
  • Reato
  • Rapina
  • Avvocato
  • Riccardo Radi
  • Giorni di detenzione
  • 285 giorni (carcere)
  • Errore
  • Riconoscimento fotografico errato
  • Risarcimento
  • Richiesto
Alessandro Sardelli
Alessandro Sardelli.

È l’alba del 19 febbraio 2019. Nella sua casa di Roma, dove vive con il suo fratello disabile, Alessandro Sardelli, 50 anni, invalido civile, dorme ancora. A un tratto, il citofono: «Polizia, ci faccia salire». Lui apre il portone e si prepara a far entrare gli agenti, ma questa volta è totalmente ignaro di quello che lo aspetta. Sì, perché Sardelli (che per le sue simpatie di estrema destra è conosciuto con il nomignolo di “Svastichella”) ha un passato di precedenti penali, anche gravi, come un tentato omicidio aggravato dall’omofobia. Ma ha regolato i conti con la giustizia e ora davvero non conosce il motivo per cui la polizia si stia presentando in casa sua. E non può conoscerlo, perché questa volta non ha nulla a che fare con l’accusa che gli agenti gli recapitano in forma di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: triplice rapina aggravata e ricettazione.

I colpi di cui sarebbe l’autore sono stati effettuati in alcuni negozi nel quartiere romano dell’Eur. La ricettazione riguarda uno scooter, che avrebbe usato per portare a termine le stesse rapine. Alessandro Sardelli cade dalle nuvole, ma non può fare altro che vedersi scattare le manette ai polsi e seguire la polizia prima in questura e subito dopo nel carcere di Regina Coeli.

In quel carcere Sardelli passerà ben nove mesi e quindici giorni. Intanto affronta il processo di primo grado, dal quale viene assolto: il 4 dicembre 2019 il Gup di Roma emette una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. Ma il pubblico ministero ricorre in appello. E il 21 settembre 2020, a poco più di un anno e mezzo dall’arresto, arriva una seconda assoluzione. Questa volta, definitiva.

«Come spesso accade, l’errore che ha portato al coinvolgimento di Alessandro Sardelli è nato dal riconoscimento fotografico», spiega l’avvocato Riccardo Radi, difensore dell’imputato. «Nel caso del mio assistito non è state valutato con attenzione né dalla polizia in primo luogo né dal Pm e tantomeno dal Gip che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare. L’aspetto più grave, a mio parere, è che la misura cautelare fu confermata dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Questo significa che ben dieci giudici hanno confermato la legittimità di quel provvedimento, che invece era sbagliato». Nella sentenza di assoluzione, infatti, il giudice ha evidenziato come «le divergenti indicazioni fornite dalle vittime del reato in ordine alle caratteristiche fisiche del rapinatore (alto 1,70 e di corporatura esile) non corrispondono all’imputato. Pertanto in assenza di elementi di riscontro alla individuazione fotografica effettuata, non può affermarsi, al di là di ogni ragionevole dubbio, la responsabilità dell’imputato».

L’avvocato Radi sta valutando se presentare un’istanza di riparazione per ingiusta detenzione: «Ho calcolato che potrebbe consentire al mio cliente di ottenere un indennizzo di circa 67-68 mila euro. Ma con il mio cliente sto valutando se è più opportuno optare per il computo della pena con una condanna definitiva ad 1 anno di reclusione. Così evitando un domani il ricorso al Tribunale di Sorveglianza per l’affidamento o la detenzione domiciliare».

Alessandro Sardelli non è sposato e non ha figli. Fino al momento dell’arresto era lui a occuparsi del fratello disabile, ma poi, a causa del lungo periodo trascorso in carcere, non gli è più stato possibile. Per fortuna del fratello si sono potute occupare le sorelle che, pur abitando in altre città con le rispettive famiglie, sono riuscite ad alternarsi.

 

(fonte: avv. Riccardo Radi)

Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2020

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