Questa è la cronaca di uno dei più drammatici, discussi e clamorosi errori giudiziari della storia recente del Regno Unito. Che, prima di venire alla luce in tutta la sua drammaticità, ha richiesto 23 anni fra indagini e processi, più 17 anni trascorsi in carcere da un uomo innocente. Senza contare tutto il dolore, lo shock e i danni collaterali che un’ingiusta detenzione del genere ha provocato sul suo involontario protagonista. È il caso Andrew Malkinson.
Come comincia il caso Andrew Malkinson
È il 19 luglio 2003. A Little Hulton, nella zona di Salford, una donna di 33 anni viene aggredita alle spalle mentre sta camminando verso casa di ritorno dall’abitazione del fidanzato. Trascinata giù per una scarpata, in un’area boscosa isolata, viene brutalmente picchiata. L’aggressore la strangola fino a farle perdere conoscenza, poi la stupra due volte prima di dileguarsi. La donna riporta lesioni gravissime (fra cui la frattura di uno zigomo e la parziale amputazione di un capezzolo a causa di un morso.
La vittima riconosce Malkinson
Il 2 agosto la polizia si presenta alla porta di Andrew Malkinson, 38 anni, che lavora come guardia giurata in un centro commerciale della zona. La vittima dell’aggressione ha descritto agli inquirenti il suo stupratore come un uomo basso, privo di peli sul petto e senza tatuaggi. Malkinson è molto alto, ha il petto villoso e vistosi tatuaggi sugli avambracci. Durante un confronto all’americana, la donna fatica a riconoscerlo, mostra mille dubbi, ma gli agenti la rassicurano spiegandole che il suo è un semplice nervosismo causato dal trovarsi in quella situazione. Così lei si convince e firma il verbale in cui afferma di aver riconosciuto in Malkinson il suo aguzzino. A quel punto il processo ha un finale scontato: ergastolo.
Nuove indagini sul caso Andrew Malkinson
Malkinson si è dichiarato innocente fin dal primo momento. E non accetterà mai né di confessare né di mostrare rimorso per un crimine mai commesso, nonostante sia perfettamente consapevole che solo se lo facesse potrebbe accedere alla libertà condizionale. Così resterà in carcere da innocente per oltre 17 anni. Verrà rilasciato soltanto nel 2020, ma con lo status di molestatore sotto vigilanza.
È a quel punto che nella vicenda irrompe Appeal, l’organizzazione non profit che si occupa di errori giudiziari. Prendendo in mano il caso Malkinson, commissiona nuovi (e più avanzati) test del Dna sui frammenti della canottiera che la vittima indossava la notte dell’aggressione. Il risultato di questi esami è sconvolgente: il profilo genetico isolato non appartiene all’ex guardia giurata, ma a un altro uomo. È la prova incontrovertibile che Malkinson è innocente.
Il nuovo processo ad Andrew Malkinson
Il 26 luglio 2023 la Court of Appeal cancella la condanna di Andrew Malkinson. La polizia porge le sue scuse formali. Il governo britannico avvia un’inchiesta pubblica per capire come sia stato possibile ignorare per vent’anni elementi che avrebbero potuto scagionarlo già nel 2007, quando era stato rilevato un primo parziale profilo Dna non corrispondente a quello del condannato. La Criminal Cases Review Commission, l’unico organo del sistema giudiziario britannico a poter autorizzare la revisione di un processo, non ritenne quell’elemento forte abbastanza per riaprire il caso.
Il vero colpevole
Si risale così al vero autore dell’aggressione: Paul Quinn, oggi 52enne e padre di sei figli. All’epoca dello stupro viveva a meno di 2 chilometri dal luogo dove si erano svolti i fatti. E soprattutto era già un pregiudicato per reati sessuali, con una condanna a 16 anni di carcere per aver violentato nel 1990 una ragazzina di 12 anni. Eppure, nonostante questi precedenti, la polizia non lo aveva mai preso in considerazione fra i sospettati.
Nell’aprile 2026 Quinn finisce a processo per stupro, lesioni gravissime e tentato soffocamento. Il 5 giugno lo condanna a 21 anni di carcere, con la possibilità di chiedere la libertà vigilata dopo almeno 14 anni. Rischia dunque di scontare meno anni di prigione dei 17 e 4 mesi che l’innocente Malkinson ha trascorso ingiustamente dietro le sbarre. Cinque ex agenti della Greater Manchester Police sono tuttora sotto indagine da parte dell’organo di controllo della polizia (Iopc) per le gravi mancanze che si sono verificate durante le indagini.
(fonti: The Guardian, Associated Press, ITV News)
Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026



