Primo piano     Pubblicata il 21 gennaio 2018

Vittorio Gallo: “Aiutatemi a riavere quello che mi spetta”

Chi ha già visto il nostro docufilm “Non voltarti indietro” lo riconoscerà come uno dei protagonisti. Vittorio Gallo (12 mesi di ingiusta detenzione tra custodia cautelare e arresti domiciliari per una rapina mai commessa, assolto dopo 13 anni per non aver commesso il fatto, la vita privata e lavorativa distrutta, la salute rovinata, tutto per colpa di un errore giudiziario) è da tempo sostenitore e testimonial di Errorigiudiziari.com.

 

 

Oggi ha più che mai Vittorio Gallo ha bisogno di aiuto: è misteriosamente scomparso il suo Tfr, una somma di cui in questo momento ha un disperato bisogno. 

Noi di Errorigiudiziari.com, come sempre, gli siamo al fianco: vogliamo aiutarlo facendo conoscere quanto più possibile la sua storia e raccogliendo consigli, indicazioni e suggerimenti di ogni tipo – anzitutto pratico – per sciogliere quell’intricata matassa che è diventata l’assurda situazione che sta vivendo.

I primi risultati del nostro appello sono confortanti: un post del giornalista Alberto Ciapparoni su Linkiesta e un lungo articolo dell’Ansa, la prima agenzia giornalistica nazionale, che riportiamo integralmente qui di seguito.

 

ANSA/ Assolto dopo 13 anni, attende Tfr ma non ce n’è traccia

Volatilizzata la liquidazione di 25 anni di lavoro alle Poste

(ANSA) – ROMA, 20 GEN – Una storia processuale durata 13 anni per una rapina che non aveva commesso, la vita distrutta da un incubo a cui sembrava aver messo fine la sentenza di assoluzione e ora, invece, una nuova beffa: il Tfr per i 25 anni di lavoro alle Poste mai ricevuto. A raccontare la storia di Vittorio Gallo è “Errorigiudiziari.com“, che pubblica un post su Facebook invitando a scrivere a info@errorigiudiziari.com per “offrire qualunque aiuto o consiglio pratico che ci aiuti a sciogliere questa intricata matassa”. “Errorigiudiziari.com” cura un attento archivio di casi di malagiustizia. Il sito, a cui poi si sono aggiunti i profili social, è nato da un’idea di Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, due giornalisti che da oltre 20 anni si occupano di questi temi, documentando storie di ingiusta detenzione. L’anno scorso hanno realizzato un docufilm, “Non voltarti indietro“, che ha ricevuto numerosi premi. Di quel documentario, Gallo, era uno dei protagonisti.

Per tanti anni dipendente delle Poste, Gallo viene accusato di essere il basista di due rapine commesse il 15 gennaio e il 16 settembre 1996 all’ufficio postale di Roma Bravetta e la sua vita cambia: arrestato, resta in stato di detenzione quasi un anno. Nel 2004 viene condannato in primo grado a 6 anni di reclusione. Ma nel 2011 la sentenza si ribalta, per lui e per le altre due persone coinvolte, ribattezzati come la “banda degli onesti”, tutti assolti dalla Corte d’appello per non aver commesso il fatto. Due anni dopo si presenta un’altra complicazione: ignara dell’assoluzione, la Corte dei Conti chiede a Gallo un risarcimento a titolo di danno erariale di quasi 600mila euro, pari al bottino delle rapine. Ne nasce un contenzioso che si chiude positivamente, ma nel frattempo la vita è irrimediabilmente stravolta: perso il lavoro, persa la casa, ferite irrimediabili negli affetti familiari, problemi di salute. Danni enormi, che lo Stato ha tentato di compensare nel 2012 con un risarcimento di 75 mila euro. Si arriva così all’ultimo intoppo, sconcertante: il Tfr volatilizzato.

Il legale Rocco Marsiglia spiega che “l’assegno con la liquidazione degli anni di lavoro gli sarebbe stato spedito, ma lui non l’ha mai ricevuto e non sappiamo che fine abbia fatto, inviato a un indirizzo vecchio di 40 anni”. “Quando ho chiesto all’Ente Poste la liquidazione per i miei 25 anni di lavoro – racconta Gallo in un video postato da Errorigiudiziari.com su Twitter – mi hanno detto che mi avevano liquidato quando era ancora in corso il procedimento penale, ma io questa somma non l’ho mai presa. Hanno mandato l’assegno a un indirizzo vecchio di 40 anni quando sapevano che io abitavo a Ostia, che avevo un nuovo indirizzo. Ora è durissima perché ho una pensione di invalidità di 279 euro, con gli altri soldi che ho avuto ho tirato avanti 5 anni, ma ora non ho altre entrate”. “Stiamo intraprendendo un’azione legale nei confronti dell’ente Poste – aggiunge l’avvocato Marsiglia – e per capire chi si è presentato per riscuotere questa somma sotto mentite spoglie”. (ANSA).

BOS/

 

 

Se volete contattare Vittorio Gallo per fornire un aiuto, scriveteci pure (info@errorigiudiziari.com): saremo lieti di accogliere ogni proposta, idea o suggerimento concreto. Vorremmo davvero contribuire a risolvere la pessima situazione in cui il signor Gallo si è ingiustamente ritrovato per colpa di una delle tantissime brutte conseguenze dell’errore giudiziario che lo ha colpito.

 

Benedetto Lattanzi & Valentino Maimone

ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2018