Addio a Luciano Rapotez, tra i più clamorosi errori giudiziari del Dopoguerra

Luciano Rapotez

Fu costretto a confessare un omicidio mai commesso dopo aver subito torture. Per 60 anni ha cercato di ottenere giustizia in ogni sede, ma nessun risarcimento gli è mai stato concesso dallo Stato

La giustizia e la memoria. Luciano Rapotez, un caso giudiziario del dopoguerra

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Gloria Nemec Irsml Fvg, Trieste - 2011

Luciano Rapotez, operaio muggesano, comunista ed ex partigiano, fu arrestato nel 1955 con quattro compagni, con l’imputazione di essere autore di un tuttora oscuro triplice omicidio: il delitto Trevisan, del 1946. Nella questura triestina fu sottoposto a 96 ore di tortura, poi a 32 mesi di detenzione, prima dei processi in Corte d’assise che sancirono la sua piena assoluzione. Il volume (a cura di Gloria Nemec, con saggi di Alessandro Giadrossi e Gloria Nemec) non si limita al “caso Rapotez”, ma lo pone al centro del contesto più ampio del dopoguerra giuliano.

Luciano Rapotez, da 56 anni aspetta ancora le scuse dello Stato

Accusato di un triplice omicidio, restò in carcere per tre anni. Poi fu assolto ma perse moglie e figli. A 92 anni chiede ancora giustizia

Luciano Rapotez, un’ingiustizia lunga quarant’anni

Luciano Rapotez

È la sera del 28 gennaio 1955. Luciano Rapotez, muratore, ex partigiano friulano di 35 anni, tornando a casa, trova la polizia ad attenderlo davanti al portone.