Riconosciuto come rapinatore, ma era innocente

Storia di un ventenne arrestato con l’accusa di essere l’autore di due rapine. Le vittime sostengono di vedere in lui il responsabile dei colpi. Ma in realtà è innocente. Ma dovranno passare 9 anni, di cui 10 mesi in carcere, prima che la verità venga fuori.

SCHEDA

Vittima Anonima

Capua (Caserta)
  • Anno
  • 2020
  • Reato
  • Rapina
  • Avvocato
  • Natalina Mastellone
  • Giorni di detenzione
  • 300 (carcere)
  • Errore
  • Testimonianze errate
  • Risarcimento
  • Concesso

Lo avevano accusato di aver commesso due rapine. Lo hanno costretto al carcere per ben dieci mesi, dopo che tre testimoni avevano sostenuto di averlo riconosciuto come rapinatore. Ma lui con quei due colpi non c’entrava nulla. Eppure, ci sono voluti nove anni prima che la giustizia si rendesse conto di aver messo le mani su un innocente. È la storia di un giovane originario di Capua, in provincia di Caserta. Vittima di uno dei mille casi di persone che finiscono agli arresti senza colpa ogni anno nel nostro Paese, vittime di errori giudiziari o ingiusta detenzione.

Tutto comincia nel 2011, quando il protagonista di questa storia aveva solo vent’anni. Figlio di un maresciallo dell’esercito, viene accusato di due rapine a mano armata che si erano verificate a distanza di sei giorni l’una dall’altra nel territorio dell’agro aversano: la prima ai danni di una coppia, l’altra nei confronti della proprietaria di una palestra molto frequentata ad Aversa.

Stando alle testimonianze, il giovane di Capua veniva riconosciuto come rapinatore “senza ombra di dubbio” dalle tre vittime dei due colpi. In particolare, la titolare della palestra  sostenne di averlo riconosciuto come rapinatore mentre camminava in strada, qualche giorno dopo aver subito la rapina, e di aver chiamato per questo, immediatamente, i carabinieri di Aversa. Questi ultimi fermarono il ventenne poco dopo in un parco della zona. A seguire ci fu la perquisizione in casa sua e in quella dei nonni materni, quindi l’arresto.

In primo grado, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si pronuncia per l’assoluzione. L’accusa decide di impugnare il verdetto e si arriva così davanti ai giudici della Corte d’Appello di Napoli: ma anche qui il giovane di Capua viene assolto, in questo caso definitivamente da ogni accusa. Il suo difensore, l’avvocato Natalina Mastellone, è riuscita a evidenziare attraverso le indagini difensive tutti gli spostamenti del suo cliente, attraverso l’acquisizione delle celle di aggancio sull’utenza telefonica.

Divenuta irrevocabile la sentenza di assoluzione in appello, l’avvocato Mastellone ha presentato per conto del suo cliente un’istanza di riparazione per ingiusta detenzione. E il 19 novembre 2020, la Corte d’Appello di Napoli ha accolto la richiesta, condannando il Ministero dell’Economia al pagamento al protagonista involontario di questa storia (che oggi ha 29 anni) di una somma il cui importo non è stato reso noto.

 

(fonte: Casertanews)

Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2020

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