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Tre anni in cella da innocenti perché il perito non capisce il dialetto

L’interprete è di Bologna e interpreta male le intercettazioni telefoniche di due fratelli pugliesi, che vengono scambiati per mafiosi e sbattuti in carcere per associazione mafiosa, duplice omicidio, tentato omicidio e porto illegale di armi. Scagionati, chiedono allo Stato un milione di risarcimento

Fabrizio Reali Roscini, 20 giorni agli arresti per sbaglio: muore prima di essere risarcito

Fabrizio Reali Roscini, 41 anni, passa tre settimane tra cella e domiciliari perché lo accusano di far parte di una cellula anarco-insurrezionalista. Invece è innocente e viene scagionato prima ancora del processo. I suoi legali chiedono subito l’indennizzo per ingiusta detenzione, ma lui non riuscirà a vedere quei soldi con cui lo Stato riconosce l’errore

Era mozzarella, non droga: titolare di un caseificio arrestato per sbaglio

Un’intercettazione mal interpretata e il commerciante Ottavio Stefanini viene accusato di detenzione di stupefacenti dopo aver parlato al telefono con un indagato che veniva seguito dagli investigatori. Passa 4 gioni in cella e oltre 2 mesi agli arresti domiciliari. Ma “La treccia da 20 euro” era proprio bufala, non hashish né cocaina.

Tre anni in carcere da innocente per una “c”

Si chiama Patrick e non Patrik. È nato il 27 di giugno, non di luglio. Eppure è finito in cella lo stesso, accusato di spaccio di droga al posto del vero colpevole. Nessuno aveva confrontato le sue impronte digitali con quelle dell’autore del reato.