Condannati preventivi

Quasi un detenuto su due è recluso nelle galere italiane in regime di custodia cautelare. In altre parole, carcere preventivo. La detenzione dietro le sbarre in assenza di una sentenza di condanna ha assunto dimensioni abnormi, che sono valse al nostro Paese la maglia nera in Europa.

 

Se oggi in Italia è più facile andare in carcere in assenza che non a seguito di una condanna; se i processi hanno una durata elefantiaca e spesso un’estinzione quasi certa; se quintali di carcere preventivo in celle dove può succedere di tutto, e di tutto infatti vi succede, vengono dispensati senza che vi sia un meccanismo efficace per ottenere riparazione in caso di ingiusta detenzione; se oggi un magistrato può spedirti dietro le sbarre con una formuletta di rito senza che tu abbia alcun mezzo per difenderti (anzi spesso la detenzione ostacola l’articolazione di una vera difesa); se tutto questo è vero, allora esiste un problema.

 

Esiste un Caso Italia. Le manette strette ai polsi di presunti colpevoli ci paiono la norma. Ma di normale non c’è nulla.

 

 

Annalisa Chirico è nata nel 1986. Scrive per «Panorama» e «Il Giornale». È dottoranda in teoria politica e specializzata in studi europei. Ha lavorato al Parlamento europeo. Ha condotto numerose campagne a favore della libertà di scelta e del libero mercato. È una dirigente del Partito Radicale. Negli ultimi anni è impegnata nella battaglia per una giustizia giusta, contro gli eccessi del sistema giudiziario e carcerario, a favore di un femminismo libertario e moderno.

 

 

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  1. [...] che l’anziana signora non è stata uccisa, ma è morta di infarto. Uno dei casi raccontati in Condannati preventivi da Annalisa Chirico (ed. Rubettino, prefazione di Vittorio Feltri, pagg. 160) da pochi giorni in [...]

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