Sei mesi agli arresti per rapina. Ma la vittima in aula lo scagiona

Accusato di essere l’autore di una violenta aggressione a un anziano per derubarlo dei soldi e dell’abbonamento ai mezzi pubblici, in realtà è innocente. Ma perché anche i giudici se ne rendano conto, dovrà aspettare il riconoscimento personale in un’aula di tribunale.

SCHEDA

Andrea Perulli

Lecce (Lecce)
  • Anno
  • 2020
  • Reato
  • Rapina
  • Avvocato
  • Vincenzo Matranga
  • Pm
  • Massimiliano Carducci
  • Giorni di detenzione
  • 180 (arresti domiciliari)
  • Errore
  • Riconoscimento errato
  • Risarcimento
  • Richiesto
Andrea Perulli assolto
Andrea Perulli, il giorno dopo l’assoluzione.

Lecce, 12 settembre 2019. In via Papa Giovanni XXIII, nei pressi del centro commerciale “Centrum”,  un uomo di 76 anni appena sceso da un autobus viene sorpreso alle spalle, strattonato e trascinato per diversi metri, rapinato di 50 euro e dell’abbonamento mensile ai mezzi pubblici che conserva nel taschino della camicia, infine gettato in terra da un malvivente. La vittima della rapina è convinta di poter riconoscere il suo aggressore. Comincia così l’errore giudiziario che porterà un uomo innocente, Andrea Perulli, 38 anni, a trascorrere sei mesi di ingiusta detenzione per un reato che in realtà non ha mai commesso. Uno dei tanti casi di scambio di persona che ogni anno si verificano in Italia.

Gli uomini della squadra mobile di Lecce, sfruttando le indicazioni fornite dall’anziana vittima della rapina, si convincono che il bandito sia Andrea Perulli. Il settantaseienne ha fornito una descrizione fisica talmente precisa da rendere possibile l’identificazione: Perulli ha un precedente con la giustizia, una tentata rapina che risale a oltre dieci anni fa; la sua foto segnaletica è dunque negli archivi della polizia. Risalire a lui, per gli investigatori, è fin troppo semplice. Ma sottovalutano un aspetto potenzialmente importante: l’anziano aggredito ha problemi di tipo psichiatrico, è da tempo in cura presso un Centro di igiene mentale della città.

Il pubblico ministero Massimiliano Carducci, che conduce le indagini, richiede un’ordinanza di custodia cautelare per l’arresto. E il Gip Cinzia Vergine emette il provvedimento. Risultato: il 25 novembre 2019 Perulli finisce agli arresti domiciliari.

Andrea Perulli assolto
Andrea Perulli.

Durante il primo interrogatorio di garanzia, il trentottenne – difeso dall’avvocato Vincenzo Matranga – si avvale della facoltà di non rispondere. Ma fornisce dichiarazioni spontanee in cui sostiene chiaramente di non essere affatto l’autore della rapina.

Quando viene arrestato, Andrea Perulli sta collaborando con un’associazione di volontariato del suo quartiere, “Villeggiature in panchina”. E tutti, lì, lo conoscono come una brava persona e quasi non si capacitano di come possa essere finito in una vicenda come questa.

Il 10 giugno, davanti ai giudici della Seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, presieduta da Pietro Baffa, l’anziana vittima della rapina smentisce se stesso: nega che fosse Andrea Perulli l’uomo che lo aggredì per poi impossessarsi del suo denaro. Alla corte non resta che assolvere Perulli con la formula più ampia.

L’avvocato Matranga ha già annunciato che presenterà una richiesta di riparazione per ingiusta detenzione: il suo assistito ha diritto a ottenere un indennizzo per i 180 giorni trascorsi indebitamente agli arresti domiciliari.

«È finito un incubo, un incubo durato sei mesi. Lo avevo detto fin dal primo momento, che non ero stato io a rapinare quell’anziano. Ma gli inquirenti non mi hanno mai creduto».

«Come ne esco? Sicuramente a testa alta. Determinato a riprendere quel percorso personale che avevo intrapreso due anni fa: voglio tornare a prendermi cura come volontario delle persone meno fortunate del mio quartiere».

 

Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2020

(fonti: Norbaonline, Leccenews24.it, Lecceprima)

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