Quel poliziotto non ha mai pestato i dimostranti

Il Tribunale di Napoli

Diecimila euro come riparazione per ingiusta detenzione, per diciassette giorni trascorsi agli arresti domiciliari nel corso delle indagini sugli scontri del cosiddetto Global forum. Lo hanno stabilito i giudici della settima sezione di corte d’appello del Tribunale di Napoli, che hanno accolto l’istanza presentata per conto dell’ispettore della Squadra Mobile Francesco Adesso.

Difeso dal penalista napoletano Sergio Pisani, il poliziotto Adesso era stato assolto già in primo grado con formula piena (il 22 gennaio 2010, “per non aver commesso il fatto”), grazie agli esiti di indagini difensive su quanto avvenuto in quel pomeriggio – era un sabato – del 17 marzo del 2001, dopo gli incidenti legati alla manifestazione a margine del convegno Global forum, che si era tenuta a Napoli.

 

La vicenda

Il 17 marzo 2001, durante il Global Forum di Napoli, un vertice sull’e-government, e cioè l’utilizzo delle nuove tecnologie nella pubblica amministrazione, si verificano scontri tra manifestanti e forze dell’ ordine all’ arrivo del corteo dei no global in piazza Municipio. Alcuni manifestanti vengono fermati e, assieme ad altri prelevati in diversi ospedali della città, trasportati alla caserma Raniero, dove sarebbero stati vittima di gravi episodi di violenza da parte di alcuni agenti.

Il 26 aprile 2002, al termine di un’ inchiesta durata molti mesi, i pm della Procura di Napoli chiedono l’arresto di 2 funzionari e 6 ispettori di polizia, tra cui Francesco Adesso. Il gip firma gli ordini di custodia e gli 8 poliziotti finiscono agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in sequestro di persona, violenza privata e lesioni personali.

La reazione della polizia è dura: la sera degli arresti decine di agenti si ammanettano di fronte alla Questura di Napoli e le proteste continuano per giorni.

L’11 maggio 2002 gli avvocati difensori degli otto poliziotti sotto accusa presentano istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame, che stabilisce che gli indagati devono essere rimessi in libertà. Per tutti i poliziotti l’arresto è stato annullato per l’accusa di sequestro di persona e revocato per quelle di violenze private e di lesioni.

 

Un errore di persona

Adesso ha dimostrato che non poteva essere presente all’interno dei locali della caserma Raniero, quindi non poteva aver esercitato azioni di violenza nei confronti dei manifestanti prelevati dagli ospedali. L’ispettore della Squadra mobile è stato insomma vittima di un errore di persona, in quanto riconosciuto da un unico teste come soggetto con barba e capelli lunghi, caratteristiche che non corrispondono alla sua fisionomia.

Diecimila euro, dunque, per 17 giorni trascorsi agli arresti domiciliari. Un indennizzo stabilito al termine di un ragionamento definito “aritmetico”, sulla scorta cioè delle indicazioni provenienti dalla Corte di Cassazione, sui casi di ingiusta detenzione.

 

(fonte: il Mattino, 2 giugno 2013)

 

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