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“Io, vittima di un errore giudiziario, vivo con un’ombra che non mi abbandona mai”

L’odissea giudiziaria di Pasquale Pitullo, ingegnere capo presso l’amministrazione comunale di un piccolo centro pugliese. Accusato di aver agevolato due famiglie mafiose in un giro di appalti, non c’entrava nulla. E ci sono voluti sei anni perché i giudici se ne rendessero conto

Cuoco in cella per errore. Libero grazie a una “n”

Un cittadino albanese viene arrestato con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. Resta in carcere per due giorni, prima che si scopra che il nome della persona da arrestare finiva con la “m”. Chiederà i danni per ingiusta detenzione. Forse tutto nasce da un furto d’identità

Adriana Bellomi, assolta e risarcita: con quelle armi da guerra non c’entra

Arrestata la vigilia di Natale con l’accusa di detenzione di materiale bellico molto pericoloso (bombe, granate, mitragliatori…) che in realtà è del marito. Nove anni prima di risultare innocente e vedere riconosciuto il suo diritto al risarcimento per ingiusta detenzione

Parla di maialini al telefono e la polizia pensa che siano partite di droga

Per gli inquirenti in quelle intercettazioni telefoniche Donato Privitelli trattava partite di cocaina. Poi ascoltano meglio le intercettazioni telefoniche e si rendono conto di aver tenuto in cella un innocente. Risultato: un risarcimento di poco più di 20 mila euro per più di tre mesi di ingiusta detenzione.

Gli nascondono polvere bianca nell’auto, parrucchiere passa 26 giorni in carcere

Una telefonata avverte i militari che sotto il copricerchione dell’auto di Marco Santese c’è cocaina. Il parrucchiere brindisino trascorre 26 giorni in carcere prima di scoprire che, in realtà, qualcuno aveva nascosto dello zucchero

La vita distrutta di un maresciallo dei carabinieri

La storia del maresciallo dei carabinieri Andrea Marcon, arrestato per una vicenda di droga e assolto due volte con formula piena. Sospeso due volte dal servizio, senza mai essere condannato neanche in primo grado, quindi costretto ad abbandonare l’Arma nonostante uno stato di servizio ineccepibile. «Nei periodi più bui ho pensato di farla finita»