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Il dipendente comunale arrestato in base a prove illogiche e travisate

Lo accusano di aver intascato una tangente per favorire il clan dei Casalesi. Ma a incastrarlo sono intercettazioni telefoniche e ambientali male interpretate. E prima di riuscire a dimostrarlo, dovrà subire un’ingiusta detenzione

Diciotto mesi in carcere, ma non è uno spacciatore

Lo arrestano con l’accusa di aver rapinato diversi videopoker per ricavare soldi con cui comprare droga da spacciare nella zona. Ma lui è del tutto innocente. E il testimone chiave che ha fatto il suo nome, in aula non conferma le dichiarazioni. Assolto perché il fatto non sussiste, sarà risarcito.

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Due anni in carcere per errore

Accusato di minacce per convincere due coniugi a restituire un prestito usurario, in realtà non ha mai partecipato all’episodio intimidatorio che avrebbe dovuto incastrarlo. Condannato con sentenza definitiva, viene riconosciuto innocente solo dopo un processo di revisione.