E così la proposta di istituire una Giornata nazionale in memoria delle vittime degli errori giudiziari, intitolata a Enzo Tortora, è passata alla Camera dei Deputati. Ci sono volute una discreta dose di fatica (visto il tormentato iter per farla approdare a Montecitorio) e un’ancora maggiore quantità di ipocrisia in sede di votazione: a fronte dei 178 voti a favore (tutta la maggioranza più Italia Viva e Azione), si sono registrate 97 astensioni. In pratica, quelle di tutti i rappresentanti dell’opposizione (Pd, M5S e Avs).
L’ipocrisia dell’astensione
Astensioni, non voti contrari. Ed è qui l’ipocrisia. Perché di fronte all’impossibilità di negare l’evidenza, di dirsi contrari a quella vergogna nazionale che è l’emergenza da ingiusta detenzione (un innocente in carcere ogni 8 ore, nessuno come noi in Unione europea), di volersi mobilitare per scuotere le coscienze affinché tutti sappiano che cosa significa finire in manette da innocente, ecco la foglia di fico dell’astensione: il Pd ha fatto sapere che in linea di principio non sarebbe stato contrario, ma è stato il metodo a non piacergli («Ha impedito al nostro gruppo parlamentare di offrire il proprio contributo»); il M5S l’ha buttata in filosofia («La memoria da sola non basta, servono verità, responsabilità e giustizia»), ha provato a spostare il focus (proponendo di «ampliare la tutela anche alle persone offese dal reato»), si è preoccupato che chi si occuperà delle attività di sensibilizzazione dovrà «possedere competenze specifiche». Insomma: tutto, pur di non dire di sì in modo trasparente. Tutto, pur di non dar soddisfazione all’avversario politico. Vedi alla voce: “Piccolezze”.
Per le vittime degli errori giudiziari
La Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime degli errori giudiziari (che si celebrerà il 17 giugno, giorno dell’arresto del popolare giornalista e conduttore televisivo) sarà pure un’iniziativa nobile e gentile, innocua e visionaria. Ma conterà moltissimo per tutti coloro che sono passati dalla tragica esperienza degli arresti o delle condanne da innocenti: «Oggi lo Stato riconosce che gli errori giudiziari ci sono e non sono soltanto quelli che si concretizzano in assoluzioni dopo gli arresti, ma anche quelli degli innocenti che sono sottoposti a calvari che durano anni e che, pur senza incidere sulla libertà personale, subiscono processi lunghi ed estenuanti che sono di per sé stessi una pena che lascia segni profondi», ha commentato Enrico Costa, portavoce di Forza Italia alla Camera e strenuo sostenitore della prima ora della proposta di legge.
Aspettando il Senato
Dopo l’approvazione della Camera, serve ora il via libera anche dal Senato. E considerato quanto c’è voluto per arrivare fin qui – tra continui stop and go, polemiche, tecnicismi parlamentari, mai provati accordi durante la campagna referendaria per il voto sulla separazione delle carriere dei magistrati – c’è da temere di tutto. Anche che qualcuno s’inventi qualcosa per far saltare il banco in extremis.
L’importante, se e quando questa Giornata si trasformerà in legge dello Stato, è che non venga stravolta al punto da diventare un semplice contenitore riempito di fuffa. Sarebbe l’affronto peggiore per quell’esercito di vittime della giustizia che sbaglia, le cui file continuano a infittirsi ogni giorno, da 35 anni a questa parte.
Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone
Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2026




