Magistrati, errori ed effetto "spada di Damocle"

Massimo Bordin

Uno degli argomenti polemici più usati dai magistrati contro l’idea di una loro responsabilità civile è quello di un effetto “spada di Damocle” che finirebbe per condizionare il loro giudizio a tutto vantaggio di chi delinque.

I dati del ministero dell’Economia sui risarcimenti mostrano come la grande massa dei rimborsi erogati non riguardi i cosiddetti errori giudiziari bensì la ingiusta detenzione preventiva, talora inflitta illegittimamente anche a prescindere dalla sentenza finale. Il rapporto fra le due tipologie è quasi di 1 a 60. Pur procedendo a spanne si può tranquillamente sostenere che sulla base dei dati, il problema riguardi assai più i pm e i gip che i collegi giudicanti.

 

Naturalmente l’argomento della spada di Damocle può essere utilizzato non solo per il giudizio finale ma anche per la fase di avvio dell’azione penale. Però ha meno forza. Se chi ha il potere di avviare un processo, e addirittura di privare della libertà un cittadino prima del giudizio, ha la percezione concreta che quello che si accinge a fare potrà avere conseguenze anche per lui, ciò può essere utile non solo per quelli di cui il magistrato si occupa ma per lui stesso e sicuramente per la giustizia complessivamente intesa.

Perché in ogni caso, chi giudica senza almeno un po’ di timore, fa paura.

 

Massimo Bordin

 

(fonte: Il Foglio, 15 ottobre 2014)