Sette mesi ai domiciliari, ma non è uno spacciatore

Arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Costretto a una lunga ingiusta detenzione. Era innocente. Assolto e risarcito.

SCHEDA

Giovanni Curto

Modica (Ragusa)
  • Anno
  • 2021
  • Reato
  • Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti
  • Avvocato
  • Giovanni Favaccio, Giovanni Bruno
  • Giorni di detenzione
  • 210 (arresti domiciliari)
  • Errore
  • Indagini
  • Risarcimento
  • 21 mila euro

Sette mesi agli arresti domiciliari da innocente. Accusato di un reato collegato alla droga, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, dal quale invece è stato successivamente assolto e risarcito per ingiusta detenzione. È la vicenda accaduta a Giovanni Curto, residente a Modica, un piccolo centro in provincia di Ragusa.

L’uomo era stato arrestato il 13 ottobre del 2017 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, era accusato di aver ceduto a terzi cocaina e hashish che conservava a casa sua.  L’operazione era scattata dopo che i carabinieri, nel corso di un servizio antidroga, avevano notato un vivace andirivieni di giovani nei pressi dell’abitazione di Giovanni Curto. I militari, rovistando all’interno delle fascine depositate nel locale, avevano trovato un contenitore in cui era nascosta marijuana in infiorescenze per circa 90 grammi.

Nel corso dell’istruttoria il giudice aveva interrogato i carabinieri che avevano partecipato all’arresto. Ma nonostante la scoperta della droga nel garage dell’uomo, non era emersa la prova della cessione a terzi. Il processo si era concluso nell’ottobre 2019, quando il giudice unico del Tribunale di Ragusa, Elio Manenti, assolve Giovanni Curto da ogni accusa. Accogliendo la tesi difensiva, che sosteneva la completa estraneità dell’uomo alla presunta cessione di droga conservata in casa. Il pubblico ministero, Sonia Vizzini, aveva invece chiesto per Curto la condanna alla pena di un anno di reclusione.

Il 17 febbraio 2021 la prima sezione penale della Corte d’Appello di Catania ha accolto l’istanza di riparazione per ingiusta detenzione presentata dai legali di Giovanni Curto e ha disposto un indennizzo di 21 mila euro per i  sette mesi trascorsi agli arresti domiciliari. Una somma pari a quella richiesta dagli avvocati dell’uomo, ma che di certo non potrà mai risarcire le conseguenze provocate da una ingiusta detenzione come quella subita da Giovanni Curto.

 

(fonte: Ragusanews)

Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2021

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