In cella per stalking perché lei si è inventata tutto

La sua compagna lo fa arrestare simulando un’aggressione mai avvenuta. Prima che la verità emerga durante il processo, dovrà passare otto mesi ai domiciliari da innocente.

SCHEDA

Maurizio Dentici

Palermo (Palermo)
  • Anno
  • 2017
  • Reato
  • Stalking
  • Avvocato
  • Mauro Barraco
  • Giorni di detenzione
  • 240 (arresti domiciliari)
  • Errore
  • False accuse
  • Risarcimento
  • Richiesto

Otto mesi agli arresti domiciliari da innocente. Duecentoquaranta giorni di ingiusta detenzione con l’accusa di stalking nei confronti della sua ex compagna che l’aveva denunciato per questo. Ma lui non c’entrava nulla, vittima di false accuse da parte di lei. È la storia del brutto errore giudiziario di cui è rimasto vittima Maurizio Dentici, che solo dopo una lunga odissea giudiziaria è stato assolto con la formula più ampia.

La vicenda comincia il 17 agosto 2016, quando Maurizio Dentici, 61 anni, ex impiegato alla Regione Sicilia, viene arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare secondo cui sarebbe il responsabile di atti di stalking nei confronti della sua ex compagna. A denunciarlo sarebbe stata la stessa donna, la quale sostiene che durante un’aggressione da lei subita era al telefono con il figlio. Quest’ultimo l’avrebbe invitata a chiamare la polizia per rivelare la persecuzione di Dentici nei suoi confronti.

Le dichiarazioni della donna, però, vengono smentite dai tabulati telefonici. Dall’elenco delle chiamate risulta infatti che il figlio, quel giorno, non aveva ricevuto nessuna chiamata. Non solo. La signora aveva anche dichiarato che era stata costretta a cambiare il proprio numero di cellulare, ma anche su questo è stata clamorosamente smentita: aveva infatti attivato una nuova utenza già quattro giorni prima della rottura della relazione sentimentale con Maurizio Dentici, peraltro senza avvertirlo.

I due ex fidanzati erano colleghi di lavoro. La relazione era nata quattro anni prima proprio sul posto di lavoro, Dentici si era anche affezionato ai figli di lei avuti da una precedente. Da sei mesi avevano anche cominciato una convivenza. Eppure la donna aveva inizialmente sostenuto che tutti, in ufficio, sapevano delle molestie dell’uomo. Davanti al giudice, però, si era rifiutata di fornire anche un solo nominativo dei colleghi. Inoltre, la donna non era nuova a vicende simili: in passato aveva denunciato il primo marito per lesioni e minacce, poi – dopo qualche giorno dalla fine della relazione – aveva denunciato anche il secondo compagno per stalking, processi entrambi archiviati per infondatezza della notizia di reato.

Le accuse si sono definitivamente sfaldate durante il dibattimento. Una cugina della vittima, infatti, ha testimoniato le accuse di stalking nei confronti di Maurizio Dentici erano inventate di sana pianta. Una circostanza confermata dal marito e dai figli che dopo la rottura della relazione sentimentale l’hanno vista uscire la sera per svago fino a tre volte alla settimana. Ma la presunta vittima aveva sostenuto che a seguito delle persecuzioni viveva in uno stato di ansia e aveva modificato tutte le proprie abitudini di vita.

La sentenza di assoluzione è arrivata così il 13 aprile 2017, quando il giudice monocratico di Palermo ha giudicato Maurizio Dentici non colpevole del reato di stalking a lui ascritto “perché il fatto non sussiste” e ne ha disposto l’immediata liberazione. L’uomo, però, era accusato anche di avere provocato alla sua ex delle lesioni lievi (7 giorni di prognosi) nel tentativo di sottrarle il telefono per paura che stesse registrando. Per questo capo di imputazione (per il quale comunque Dentici non era stato arrestato e non si trovava in misura cautelare) è stato condannato a 8 mesi di reclusione. Contro questa parte del verdetto, l’avvocato Mauro Barraco, difensore di Dentici, ha fatto ricorso in appello. E l’esito di questo nuovo processo gli darà ragione, perché il suo assistente verrà assolto anche stavolta con formula piena: “per non aver commesso il fatto”.

Contestualmente alla sentenza di assoluzione, il tribunale ha disposto la trasmissione degli atti alla procura perché proceda nei confronti dell’ex compagna dell’uomo per il reato di falsa testimonianza. E nell’aprile 2019 si aprirà in effetti il processo nei suoi confronti, nell’ambito del quale Dentici si costituirà come parte civile.

Già annunciata anche la presentazione di un’istanza di riparazione per ingiusta detenzione.

«È finito un incubo, finalmente posso di nuovo sentirmi una persona libera e soprattutto senza quella accusa terribile sulla mia testa. Non sapevo nemmeno cosa significasse la parola stalker, l’ho cercata sul dizionario quando un giorno mi è arrivata la denuncia della mia ex».

«Nella mia vita ho sbagliato e ho pagato il conto per avere spacciato droga, ma un’accusa del genere non la potevo accettare. È schifoso il solo pensiero di poter fare male a una donna».

«Adesso che tutto è finito vorrei dire a questa donna di smetterla. Non è giusto inguaiare le persone in questo modo. Ho saputo che sono stato già sostituito con un nuovo compagno e mi auguro di cuore che quest’uomo, come me, non finisca nei guai per un reato mai commesso. Di solito si parla di donne vittime di violenze ma in questi mesi ho studiato le statistiche e ho scoperto che ci sono tanti altri uomini come me finiti nei guai senza motivo».

(fonte: Repubblica)

Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2019

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