La compagna si inventa un’aggressione e lui finisce in carcere

Violenza privata, lesioni e rapina: lo arrestarono con queste accuse, ma erano solo invenzioni della sua donna con comprovati disturbi mentali. Assolto con formula piena e risarcito per ingiusta detenzione.

SCHEDA

Franco Rizzi

Monopoli (Bari)
  • Anno
  • 2022
  • Reato
  • violenza privata
  • Avvocato
  • Michele Mitrotti
  • Giorni di detenzione
  • 210 (carcere), 152 (arresti domiciliari)
  • Errore
  • False accuse
  • Risarcimento
  • 67.272,32 euro

Quando se ne occuparono le cronache, sembrava uno dei sempre più frequenti casi di violenza nei confronti delle donne. E invece questa volta era qualcosa di molto diverso. Era un’invenzione. Erano false accuse destinate a rivoluzionare la vita di un uomo innocente. La vicenda giudiziaria capitata a Franco Rizzi è più di un banale caso di ingiusta detenzione: è un errore giudiziario favorito dalla calunnia decisiva di una donna che volle farlo apparire ciò che lui non era, cioè un uomo capace di usare violenza verso il prossimo. Ma procediamo con ordine, nel racconto di questa ennesima, amara storia di ingiusta detenzione.

Il 4 dicembre 2009 la donna che Franco Rizzi frequenta da qualche tempo, lo fa arrestare dai carabinieri. Ha denunciato di essersi vista tagliare la strada con un furgone dall’uomo, di essere stata trattenuta per un polso e privata del suo cellulare, nonché di essere stata picchiata con un colpo al naso. Per i militari dell’Arma ci sono gli estremi sufficienti per arrestare l’uomo, all’epoca 54 anni, originario di Monopoli (in provincia di Bari). Il capo d’imputazione parla di violenza privata, rapina e lesioni. Il carcere è inevitabile.

Nel corso del dibattimento, però, accade l’imponderabile. La presunta vittima della violenza non conferma le dichiarazioni. Non solo: sua sorella racconta che la sera della presunta aggressione, la donna sarebbe rientrata in casa quasi “annunciando” ciò che aveva in mente di fare: «Lo faccio arrestare». Durante un’udienza, inoltre, sarebbe emerso che la stessa compagna di Franco Rizzi fosse in cura presso il Centro di igiene mentale a causa di una patologia che incideva sul suo carattere fino a darle problemi di socializzazione. Inoltre, pare soffrisse anche di giramenti di testa per colpa dei quali perdeva spesso l’equilibrio, sbattendo il naso: ecco spiegata la presenza delle ecchimosi in volto.

Uno alla volta, tutte le carte del castello accusatorio della donna si sono sfaldate. E così Franco Rizzi, assistito dall’avvocato Michele Mitrotti, nel 2017 è stato assolto dal Tribunale di Bari perché il fatto non sussiste.

In carcere, Rizzi ha trascorso 210 giorni. Agli arresti domiciliari, altri 152. Per questo, non appena la sentenza di assoluzione nei suoi confronti è divenuta irrevocabile, l’avvocato Mitrotti ha presentato alla Corte d’Appello di Bari un’istanza di riparazione per ingiusta detenzione. E il 22 luglio 2022 la richiesta è stata accolta: i giudici hanno riconosciuto a Franco Tirozzi, oggi sessantaseienne e in pensione, un risarcimento di 67.272,32 euro.

 

(fonti: The Monopoli Times, Gazzetta del Sud)

Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2022

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