Quasi tre mesi in carcere senza un vero motivo: assolto e risarcito

Collaboratore dell’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, finisce in carcere con l’accusa di reati pesantissimi. Ma viene scagionato da ogni capo d’imputazione. I giudici: «Non doveva finire in cella»

SCHEDA

Romolo Girardelli

Genova (Genova)
  • Anno
  • 2020
  • Reato
  • Riciclaggio
  • Avvocato
  • Giuseppe Maria Gallo
  • Giorni di detenzione
  • 86 (carcere)
  • Errore
  • Intercettazioni
  • Risarcimento
  • 20.500 euro

È il il 23 aprile del 2013. Un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Milano porta all’arresto del faccendiere genovese Romolo Girardelli, nell’ambito di un’ampia inchiesta che finirà sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei tg per giorni: tra gli arrestati c’è infatti anche l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito. E le conseguenze provocano un piccolo terremoto nel mondo della politica, perché secondo i giudici, i fondi del partito politico sarebbero stati utilizzati per fini illeciti e gestire i rapporti di potere nel mondo dell’imprenditoria italiana.

Le accuse nei confronti di Romolo Girardelli sono tante e molto pesanti: associazione per delinquere finalizzata ad appropriazione indebita, riciclaggio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. In carcere Girardelli rimarrà 86 giorni, dal 24 aprile al 19 luglio 2013.

Per la Procura di Reggio Calabria, Romolo Girardelli (detto “l’ammiraglio”, perché il suo lavoro è di vendere e noleggiare imbarcazioni) era anche l’uomo che aveva rapporti con i vertici della cosca dei De Stefano a Reggio Calabria. L’inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, infatti, ipotizza che tra i fondi neri della Lega finiti all’estero vi possa essere anche il denaro frutto degli affari illeciti della cosca De Stefano, fatto confluire nella massa di denaro gestita da Belsito allo scopo di riciclarlo e ripulirlo per nuovi investimenti.

Nel giugno 2019 il tribunale di Genova assolve Romolo Girardelli perché il fatto non sussiste.

Una volta divenuta irrevocabile la sentenza, l’avvocato Giuseppe Maria Gallo, difensore di Girardelli, decide di presentare un’istanza di riparazione per ingiusta detenzione: la richiesta di risarcimento per gli 87 giorni passati indebitamente da Romolo Girardelli in carcere. E il 19 giugno 2020, la Corte d’Appello del capoluogo ligure accoglie la domanda, condannando il Ministero dell’Economia a indennizzare Girardelli con una somma appena superiore a 20.500 euro.

Nell’ordinanza della Corte d’Appello di Genova, emessa dalla seconda sezione penale in funzione di Giudice della Riparazione, si legge: «I contenuti delle intercettazioni non sono tali da consentire quantomeno la connivenza di Romolo Girardelli rispetto alla prospettazione delle asserite attività illecite».

Non solo: «Dall’esame dell’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare non emergono elementi che possano davvero far ritenere che vi fosse uno specifico accordo associativo tra Romolo Girardelli e i coimputati».

«La pronuncia costituisce un primo passo per la riabilitazione umana e familiare di Romolo Girardelli», ricorda l’avvocato Gallo. «È significativo sottolineare che il giudice di secondo grado genovese non ha esitato ad affermare che difettassero tutti i presupposti per arrestare il Girardelli relativamente alla vicenda Belsito e, soprattutto, in ordine a tutte quelle squallide storie di riciclaggio e dell’affare diamanti della Tanzania, che non hanno peraltro mai trovato rispondenza nel capo di imputazione e negli atti del dibattimento».

 

(fonte: la Repubblica, Corriere della Sera)

Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2020