Nel 2011 Francesco Falgares era il direttore generale di una grande Azienda ospedaliera siciliana, Villa Sofia-Cervello di Palermo. Fu arrestato con l’accusa di falso e truffa aggravata: un’inchiesta in corso sosteneva che avesse retrodatato la delibera di assunzione di un nuovo dirigente responsabile del settore Affari legali dell’azienda ospedaliera (l’avvocato Daniela Antinoro) in modo da aggirare il blocco dei nuovi contratti che era stato deciso dall’assessore regionale alla Salute.
In quelle accuse non c’era niente di vero. Francesco Falgares aveva sempre rispettato le procedure. Lo fece presente subito agli inquirenti, ma non ci fu verso di convincerli e così il manager della sanità finì a processo.
Il processo a Francesco Falgares
Qui si scatenò una battaglia fra periti, che analizzarono il file del contratto del nuovo dirigente: quello dell’accusa stabilì che risaliva a due giorni dopo la data del blocco delle assunzioni; quello dei difensori di Falgares lo collocava invece a due giorni prima. La parola definitiva la mise l’esperto incaricato dal Tribunale: quel documento era stato scritto 48 ore prima del divieto di nuove assunzioni. Senza contare che il nuovo dirigente aveva regolarmente vinto il concorso bandito per l’occasione e disponeva di tutti i requisiti necessari per quel ruolo.
Insomma, l’inchiesta era senza fondamento, non c’erano colpevoli, tutto era stato fatto regolarmente. Fu dunque riconosciuta la totale estraneità di Falgares a ogni accusa, che ne uscì assolto con la formula più ampia: perché il fatto non sussiste. Erano passati più di cinque anni dal suo arresto.
La Procura decise comunque di presentare appello. Ma anche i giudici di secondo grado confermarono che tutto era stato fatto secondo la legge.
Il risarcimento
Una volta divenuta irrevocabile l’assoluzione, i legali di Falgares – gli avvocati Marcello Montalbano e Claudio Livecchi – hanno presentato un’istanza di riparazione per ingiusta detenzione. Che la Corte d’appello di Palermo, nei primi giorni di febbraio 2026, ha accolto disponendo un indennizzo pari a poco meno di 8.500 euro. I giudici hanno disposto una maggiorazione del 50% rispetto ai minimi di legge, visto il «concreto e immediato danno d’immagine» subìto da Falgares (oggi in pensione) a causa di questa vicenda che lo ha visto protagonista.
(fonti: LiveSicilia, Il Giornale di Sicilia)
Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026





