Primo piano     Pubblicata il 03 settembre 2018

Severino: “Per il carcere ingiusto l’indennizzo non basta, serve un risarcimento”

La perdita della libertà personale non è di per sé qualcosa di risarcibile. Figuriamoci se un semplice indennizzo, per di più calcolato sulla base di indici forfettari, potrebbe mai essere in grado di riparare un torto così grande come il carcere (o gli arresti domiciliari) da innocenti. Ne è convinta Paola Severino, avvocato penalista di fama, già ministro della Giustizia durante il Governo di Mario Monti: nella sua relazione alle Camere sull’amministrazione della Giustizia nel 2011, il passaggio sui risarcimenti per errori giudiziari e ingiusta detenzione fece molto discutere.

Abbiamo avuto l’opportunità di fare una chiacchierata con Paola Severino, ex rettore e oggi vice presidente dell’università Luiss a Roma, in occasione della presentazione romana del libro “Io, trafficante di virus” di Ilaria Capua (la virologa rimasta coinvolta non in un errore giudiziario né in una ingiusta detenzione, ma in una vicenda di mala giustizia che le ha provocato danni profondi). All’avvocato ed ex Guardasigilli Severino abbiamo voluto chiedere cosa ne pensasse dell’emergenza tutta italiana legata all’uso poco equilibrato della custodia cautelare, oltre che dell’altissimo numero di casi di persone finite in custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari da innocenti: oltre 26 mila dal 1992 oggi, per una spesa complessiva sostenuta dallo Stato che ha superato quota 760 milioni di euro.

Ecco che cosa ci ha risposto.