"Io distrutto dall’inchiesta Global service, chiederò il risarcimento"

«No non ce l’ho con i magistrati nonostante si possa dire chiusa tutta la vicenda», premette Giuseppe Gambale. Il riferimento dell’ex deputato della Rete e poi dell’Ulivo è al Global Service, inchiesta dei pm napoletani che, con il passare dei mesi, è stata demolita nel suo fulcro principale. Ed oggi l’ex assessore della Iervolino, difeso dall’avvocato Domenico Ciruzzi, annuncia: «Chiederò però un risarcimento per l’ingiusta detenzione e credo sia ora si parli di responsabilità dei magistrati».

 

Fine del calvario allora?

«79 giorni ai domiciliari, esposto a una gogna mediatica senza precedenti. Ricordo i titoli dei giornali: assessori a libro paga, la banda dei 4. Un grande vulnus per la mia vita politica, familiare. Distrutto. Accuse di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta. Tutti capi d’accusa naufragati».

 

Rimane in piedi una violazione di segreto in Cassazione sollevata dal Pg.

«Un controsenso logico. Se non c’è stata la gara non poteva esserci turbativa. E io quindi cosa potevo rivelare? Un paradosso. Parliamo di un appalto integrato sulle scuole mai nemmeno pubblicato. Curioso che mi contestano di divulgare notizie riservate».

 

Per l’imprenditore Alfredo Romeo e altre due persone è rimasta in piedi un’associazione a delinquere.

«Con Alfredo siamo amici da anni e non ha certo bisogno di essere difeso da me. Ma trovo strano che i magistrati formulino l’accusa di associazione tra un manager e i suoi due collaboratori…».

 

Ce l’ha con i magistrati?

«Non con tutti. Devo dare atto all’ex procuratore Lepore che in un’intervista chiese scusa. Ha avuto il coraggio che purtroppo è mancato ad altri: è stato l’unico. Anzi due settimane fa cisiamo incontrati al Gambrinus, abbiamo chiacchierato e l’ho presentato ai miei due figli adolescenti. E loro mi chiedevano se non era lui il procuratore dell’inchiesta. Certo gli ho detto ma io gli ho insegnato a non portare rancore. Mai».

 

Eppure l’inchiesta ha sconvolto inutilmente molte vite.

«Non solo. Un assessore si è suicidato. Il dolore è rimasto tutto. Io ho preferito trasferirmi a Roma, lontano da Napoli, ed ho ripreso la mia professione di cardiologo. Rimane l’amarezza di aver subito una vicenda incredibile. Incredibile se pensi che un giudice di primo grado, Campoli, ha scritto, riferendosi a me di ”un comportamento pulito ed encomiabile”».

 

Ripeto ce l’ha con i magistrati?

«No. Per mia storia politica fatta di battaglie per la legalità continuo a rispettarli. Ma credo occorra mettere mano a una riforma della giustizia. Dobbiamo liberarci di Berlusconi e iniziare a parlarne serenamente: credo sia interesse stesso della magistratura che sia prevista una responsabilità nei loro confronti. Guardi io dopo anni continuo a pagare un legale per questa vicenda che ha distrutto tutta la mia vita politica passata. Ma sa che la procura di Napoli ha il record in Italia di richieste di risarcimenti per ingiusta detenzione?»

 

La chiederà anche lei?

«Certo».

 

(fonte: ad.pa., il Mattino, 12 ottobre 2013)