Toghe che sbagliano

scaffaleDa Enzo Tortora a Daniele Barillà fino a Domenico Morrone, quindici anni in galera da innocente. E una causa allo Stato lunga e ingarbugliata per essere finalmente e degnamente risarcito. Ingiuste detenzioni mostruose per le quali l’Italia è il Paese più condannato in Europa, ed errori giudiziari grotteschi.

 

Questo è un libro che narra devastanti abbagli, vite stroncate e mai riparate. Ma è anche un libro che racconta gli ingranaggi rotti della macchina giudiziaria, contro cui gli autori, tra i pochi avvocati esperti in processi di revisione, si sono scontrati per anni: “i giudici possono rigettare, de plano, senza alcun contraddittorio, le richieste di revisione e pertanto il sistema impedisce, come oggi prevede la legge, il diritto pieno alla prova”. Se sei innocente e finalmente, dopo anni, hai le prove, resti dentro. Grottesco, ma tutto dannatamente vero. La sintesi dei mali della giustizia italiana è tutta qui. In questi casi.

 

Casi per i quali nessun pubblico ministero ha mai pagato.

Casi per i quali nessun giudice ha mai pagato.

Casi sui quali, dopo, segue spesso il silenzio delle istituzioni.

Casi che rasentano l’assurdo giuridico.

E casi sconvolgenti, per i quali gli autori pongono una domanda retorica: “Qual risarcimento lo Stato dovrebbe concedere al cittadino vittima di un errore giudiziario e sottoposto al 41 bis, ossia il carcere duro?”.

 

Claudio Defilippi, avvocato del foro di Milano, già procuratore onorario presso la Procura di Reggio Emilia, è patrocinante presso la Corte europea dei diritti dell’uomo. Professore presso la Scuola di specializzazione dell’Università di Pisa, è autore di varie pubblicazioni in materia di diritti umani e responsabilità dello Stato.

Debora Bosi, avvocato del foro di Parma, è autrice di testi giuridici in materia di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo e al Comitato per la prevenzione della tortura di Strasburgo.

La scheda

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