Non erano colpevoli, ora chiedono 12 milioni

Massimiliano Caforio

Quattro imputati prima condannati e poi assolti nel processo di revisione per la cosiddetta “strage della barberia” di Taranto, in cui morirono quattro persone, hanno chiesto complessivamente un risarcimento di 12 milioni di euro per ingiusta detenzione.

Non erano colpevoli, ora chiedono 12 milioni

Cosimo Bello

Quattro imputati prima condannati e poi assolti nel processo di revisione per la cosiddetta “strage della barberia” di Taranto, in cui morirono quattro persone, hanno chiesto complessivamente un risarcimento di 12 milioni di euro per ingiusta detenzione.

Grossista di sostanze stupefacenti ma non era vero

Salvatore Donadei

Ad incastrarlo è stato il suo nome e cognome. Salvatore Donadei, 51 anni, imprenditore edile di Nardò, ha trascorso una settimana in carcere, perché vittima di un errore di persona e di un caso di omonimia.

Paradossi giudiziari: “Io ho confessato, ma nessuno mi crede”

Una storia kafkiana che fotografa la situazione attuale dell’universo giudiziario

Risarcimento record: 4.5 milioni di euro

Domenico Morrone

Alcuni giorni fa è uscito il libro ‘Toghe che sbagliano’ scritto dall’avvocato spezzino Claudio Defilippi e dalla collega Debora Bosi, nel quale sono ricostruiti otto clamorosi errori giudiziari. Un esempio? L’ingiusta detenzione di un pescatore di Tarant

Non erano colpevoli, ora chiedono 12 milioni

Francesco Aiello

Quattro imputati prima condannati e poi assolti nel processo di revisione per la cosiddetta “strage della barberia” di Taranto, in cui morirono quattro persone, hanno chiesto complessivamente un risarcimento di 12 milioni di euro per ingiusta detenzione.

Malagiustizia a Taranto: La mia vita vale 20.000 euro

Anastasia Montanariello

“La mia vita è stata valutata 20.000 euro”. Arrestata, condotta in carcere, denigrata, offesa e guardata con sospetto. L’atroce sospetto: quella donna è pedofila. Ma era tutto falso.

Non erano colpevoli, ora chiedono 12 milioni

Giovanni Pedone

Quattro imputati prima condannati e poi assolti nel processo di revisione per la cosiddetta “strage della barberia” di Taranto, in cui morirono quattro persone, hanno chiesto complessivamente un risarcimento di 12 milioni di euro per ingiusta detenzione.