Tante persone assolte con sentenza definitiva si vedono rifiutare la riparazione per ingiusta detenzione perché, secondo i magistrati, con le loro frequentazioni hanno tratto in inganno gli inquirenti. Se la sentenza definitiva è assolutoria, una persona è da considerarsi innocente e quindi deve essere risarcita
L’assoluzione di Busco non guarisce il diritto dalla sua malattia
Quella di un sistema giudiziario che dai tempi ormai della vicenda Tortora, e proprio a causa del modo in cui essa fu trattata, sotterrata e dimenticata, è letteralmente impazzito. Tanto impazzito che anche le garanzie volute dal legislatore per tutelare i cittadini, come i tre gradi di giudizio, e la possibilità quindi di rimediare agli “errori”, persino in tempi relativamente brevi, finiscono per aiutare la malattia a resistere. O a riprodursi più forte di prima
Trecento udienze per prosciogliere un potente della Prima Repubblica

Calogero Mannino
Per essere completamente assolto, l’ex ministro Calogero Mannino ha dovuto aspettare 14 anni. Per provare la sua innocenza dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha dovuto produrre oltre 50 mila pagine di documenti. Ha trascorso 23 mesi di custodia cautelare, ma lo Stato ha ritenuto di respingere la sua richiesta di riparazione per ingiusta detenzione
