Dall’ingiusta detenzione alla “quasi” giusta dovuta a frequentazioni sbagliate: assurdità del vivere italiano
Ingiusta detenzione, accolto solo un terzo delle richieste di risarcimento
L’Italia è l’unico paese in Europa dove nell’Istituto della riparazione per ingiusta detenzione è stata inserita una clausola in base alla quale non va concesso il risarcimento a chi, pur essendo stato assolto, abbia con un comportamento di “dolo e colpa grave” tratto in inganno gli inquirenti. Non si valutano le sentenze assolutorie, ma si istruisce un altro processo su comportamenti e frequentazioni delle persone assolte
Lo stato d’animo di un testimone
Nelle intercettazioni delle telefonate tra l’ex ministro Nicola Mancino e il consigliere giudiziario della Presidenza della Repubblica D’Ambrosio, divulgate qualche giorno fa, c’è un aspetto inquietante che è passato però del tutto inosservato. L’infondata polemica sulle presunte pressioni del Quirinale nei confronti della magistratura siciliana, infatti, ha oscurato quello che a mio giudizio è il [...]
Tutti i prosciolti sono uguali. E vanno risarciti
Tante persone assolte con sentenza definitiva si vedono rifiutare la riparazione per ingiusta detenzione perché, secondo i magistrati, con le loro frequentazioni hanno tratto in inganno gli inquirenti. Se la sentenza definitiva è assolutoria, una persona è da considerarsi innocente e quindi deve essere risarcita
L’assoluzione di Busco non guarisce il diritto dalla sua malattia
Quella di un sistema giudiziario che dai tempi ormai della vicenda Tortora, e proprio a causa del modo in cui essa fu trattata, sotterrata e dimenticata, è letteralmente impazzito. Tanto impazzito che anche le garanzie volute dal legislatore per tutelare i cittadini, come i tre gradi di giudizio, e la possibilità quindi di rimediare agli “errori”, persino in tempi relativamente brevi, finiscono per aiutare la malattia a resistere. O a riprodursi più forte di prima
Le “insonnie” di Roberto Saviano, i placidi sonni dei magistrati. Tre storie esemplari
Dice Roberto Saviano su Twitter che se fosse un giudice “non dormirei la notte a dover comminare pene che diventano torture e in alcuni casi condanne a morte”. Ed è probabile che, per questa sua “insonnia”, Saviano sarebbe un buon giudice. Dormono invece placidi i giudici, e siamo noi, i cittadini, ad averli agitati. [...]
Innocenti in carcere, una vergogna senza limite
Dopo 18 anni di carcere nei penitenziari più duri e difficili d’Italia, lo Stato si è accorto che sei uomini erano estranei alla strage di Via D’Amelio in cui perse la vita Paolo Borsellino e la sua scorta, e li rimette in libertà senza neanche una parola di scuse. Sei uomini, alcuni comunque vicini [...]
Il paradosso della giustizia italiana
Due processi, due assoluzioni. Due storie parallele, che accendono nuove luci sinistre sullo stato della giustizia in questo paese. Da una parte 39 “disobbedienti”, imputati a Roma per una serie di espropri proletari compiuti nel novembre 2004. Dall’altra un ventenne di Taranto, che nell’agosto 2004 aveva preso un ovetto Kinder in un chiosco ed era stato rinviato a giudizio. In entrambi i casi, l’accusa era furto aggravato.