
Vincenzo Fragapane
Vincenzo Fragapane, incastrato da dichiarazioni senza riscontri dei pentiti, finisce in carcere per 2 anni e 4 mesi. Viene assolto e ottiene 204 mila euro per ingiusta detenzione
Il primo archivio su errori giudiziari e ingiusta detenzione

Maurizio Ribotti, manager milanese, riceve dal Perù un pacco indirizzato a lui da un mittente sconosciuto, senza sapere che contiene 366 grammi di cocaina purissima. Finisce in carcere. Un anno e mezzo dopo, il processo chiarisce tutto in due sole udienze: assolto per non aver commesso il fatto
Donato Privitelli, allevatore di suini, arrestato perché parla al telefono di “maialini” con un macellaio. Gli inquirenti sono convinti che si tratti di partite di droga. Poi ascoltano meglio le intercettazioni telefoniche e si rendono conto di aver tenuto in cella un innocente. Risultato: un risarcimento di poco più di 20 mila euro

Enzo Sindoni, sindaco di Capo d’Orlando, accusato di truffa e costretto a sospendersi dal suo incarico, ha dovuto attendere 11 anni prima di vedersi riconosciuta l’ingiusta detenzione di 22 giorni subita nel 2001

La storia del maresciallo dei carabinieri Andrea Marcon, arrestato per una vicenda di droga e assolto due volte con formula piena. Sospeso due volte dal servizio, senza mai essere condannato neanche in primo grado, quindi costretto ad abbandonare l’Arma nonostante uno stato di servizio ineccepibile. “Nei periodi più bui ho pensato di farla finita. Avevo gli alamari cuciti sulla pelle. La mia storia, esempio di come esistano militari di serie A e militari di Serie B”

Walter Di Clemente, ristoratore abruzzese, viene arrestato nel 1994 per spaccio di droga e condannato in primo grado a 8 mesi. L’unica prova è un’intercettazione telefonica. Che però è sbagliata: le sue parole sono state travisate. Lo scriverà la stessa Corte d’appello dell’Aquila nella motivazione della sentenza con cui – 18 anni dopo – l’uomo viene risarcito per l’ingiusta detenzione subita