Giuseppe Gulotta, per il risarcimento si decide entro febbraio

Giuseppe Gulotta

Giuseppe Gulotta

L’odissea giudiziaria di Giuseppe Gulotta, uno degli errori giudiziari italiani più clamorosi dal Dopoguerra a oggi, sembra finalmente volgere al termine. La Corte d’appello di Reggio Calabria ha concluso ieri l’esame della richiesta di risarcimento presentata dai legali di Gulotta. Una richiesta monstre, 56 milioni di euro, che se accolta non avrebbe precedenti nella storia della giustizia del nostro Paese.

 

Gulotta, originario di Certaldo (Firenze), ha trascorso 23 anni in carcere da innocente con l’accusa, totalmente infondata, di aver partecipato alla strage di Alcamo, l’omicidio di due carabinieri avvenuto a Trapani ormai quasi quarant’anni fa.

 

Gli avvocati di Gulotta, Baldassarre Lauria e Pardo Cellini, si sono dichiarati soddisfatti al termine dell’udienza.

“Dopo 6 ore di dibattito adesso tutto è concluso. C’è stata l’audizione di professori e psichiatri, oltre che di un consulente, per verificare il danno psichico e biologico patito da Gulotta avendo trascorso 23 anni in carcere da innocente». La procura generale ha sposato la linea del risarcimento: «Se c’è un danno causato dallo Stato, quest’ultimo deve pagare» ha concluso Cellini”.

 

A questo punto la corte ha sessanta giorni di tempo per pronunciarsi e fissare la somma da concedere a titolo di risarcimento per errore giudiziario. Quella di Gulotta è una vicenda giudiziaria che ha dell’incredibile.

Arrestato nel 1976 a Trapani come il sospetto omicida di due carabinieri, il diciottenne Gulotta per due giorni fu trattenuto in caserma dai colleghi dei militari uccisi e indotto a confessare un reato mai commesso.

A nulla servì la ritrattazione in aula: condannato definitivamente all’ergastolo nel febbraio 1989, Gulotta fu scagionato soltanto nel 2010, quando uno dei carabinieri decise di ammettere cosa fosse veramente accaduto in quei giorni dopo l’omicidio. La battaglia sul risarcimento con l’avvocatura dello Stato va avanti dal 2012 e adesso vede chiudersi il percorso per il riconoscimento del danno che è stato fatto a Gulotta.

  

(fonte: G.B., Il Tirreno, 26 novembre 2015)

 

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