Primo piano     Pubblicata il 18 luglio 2018

“Pm, giudici e polizia non accettano l’idea di poter sbagliare”

La professoressa Carrie Leonetti (il cui cognome tradisce origini italiane, “sono per metà toscana e per metà calabrese!” precisa orgogliosa), ha insegnato per tanti anni procedura penale alla University of Oregon School of Law (Stati Uniti) e oggi è docente della University of Auckland School of Law (Nuova Zelanda), dove sta lavorando per istituire un Registry of Exonerations locale sul modello di quello già esistente negli Usa. Studiosa degli errori giudiziari e delle condanne ingiuste da tanti anni, è un esperta dell’argomento. Di passaggio in Italia, ci ha contattato perché interessata al lavoro di Errorigiudiziari.com e curiosa di conoscere qualcosa in più sulla nostra attività, sui metodi di lavoro e più in generale sulla situazione in Italia relativa al grande tema degli innocenti in carcere.

Abbiamo passato insieme mezza giornata durante la quale c’è stato il modo di confrontarsi sulle cause e sui rimedi possibili a questo problema. Al termine del nostro incontro, ci è sembrato utile – oltre che interessante – fissare i punti principali del nostro scambio di idee in un’intervista (proprio come ci era già accaduto con alcuni tra i massimi esperti internazionali dell’argomento).

Ascoltatela con attenzione, perché soprattutto il passaggio sull’elemento psicologico che induce i soggetti del processo (pubblici ministeri, giudici, investigatori, periti e consulenti tecnici) a non ammettere la possibilità di sbagliare, è davvero qualcosa su cui riflettere.