Droga, vipitenese innocente risarcito con 7 mila euro

Ha trascorso sei mesi in carcere con l’accusa di spaccio di stupefacenti ma alla fine è stato prosciolto e per quell’ingiusta detenzione la Corte d’Appello di Trento gli ha riconosciuto un risarcimento di 110 mila euro. Karl Schweigkofler, 46 anni di Vipiteno, nel 1999 fu coinvolto nell’operazione antidroga “Cile” che portò in carcere sedici persone. Risarciti anche altri due vipitenesi.
La vicenda che che ha coinvolto il vipitenese Karl Schweigkofler è iniziata nel luglio del 1999. Sedici altoatesini, tra cui Schweigkofler e anche l’ex stella dello sci azzurro Alex Mair, furono arrestati in un maxi retata effettuata dai carabinieri con l’accusa di fare parte di un’organizzazione dedita al traffico internazionale di droga.
L’operazione era nata a seguito dell’arresto di Mair in Germania, fermato con la droga durante il viaggio di ritorno dall’Olanda, e delle sue ammissioni con tanto di nomi e cognomi. L’accusa a carico di Schweigkofler fu appunto quella di spaccio anche se, al momento del fermo, era stato trovato in possesso di soli 2,2 grammi di hashish. Con lui finirono in carcere anche altri due vipitenesi, Norberto Molini e Klaus Rainer. La vicenda giudiziaria dei tre vipitenesi è in qualche modo collegata.
Karl Schweigkofler rimase in carcere quattro mesi e poi ottenne gli arresti domiciliari per altre sei settimane. Rainer e Molin invece rimasero per due settimane ai domiciliari.
Successivamente, proprio a seguito dell’assoluzione in dibattimento di Rainer e Molin, il procedimento a carico di Schweigkofler fu archiviato. Per quei sei mesi di ingiusta detenzione, i legali Corti e Fava, hanno chiesto il risarcimento ottenendo dalla Corte d’appello di Trento 110 mila euro. A Rainer e Molin sono stati riconosciuti rispettivamente 7 mila e 8 mila euro.
Al momento però i soldi sono congelati. Prima di ottenere quei 110 mila euro riconosciutigli, infatti, Karl Schweigkofler dovrà attendere ancora del tempo. Uno dei due legali del vipitenese, l’avvocato bolzanino Paolo Corti, ha infatti saputo, in via non ancora ufficiale, che l’Avvocatura dello Stato avrebbe impugnato la liquidazione decisa dalla Corte d’Appello e che quindi non è escluso un suo ricorso in Cassazione.”La sentenza della Corte d’Appello risale al marzo 2007 e devo dire che la nostra richiesta di risarcimento danni per ingiusta detenzione era stata appoggiata anche dal pubblico ministero – spiega infatti l’avvocato Corti -. Ora, attraverso la cancelleria del tribunale, ho saputo che l’Avvocatura dello Stato avrebbe impugnato la liquidazione dei 110 mila euro. Se ciò risulterà vero, ricorreremo certamente in Cassazione”.

 

(Fonte: Alto Adige, 14 luglio 2007)

 

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