Un mese in custodia cautelare, ma il bandito non è lui

Gridare a tutti la sua innocenza, fin dal primo momento, era stato inutile. Nessuno sembrava voler credere che Joan Hardugaci non fosse l’autore di una rapina brutale nei confronti di un’anziana signora di Montelupo, in provincia di Empoli. E così, il romeno era finito in carcere per un reato mai commesso. Vittima di un errore giudiziario causato da un clamoroso scambio di persona.

 

Un mese in cella, poi altre tre settimane con obbligo di firma in caserma. Una pena che Hardugaci non avrebbe mai dovuto scontare, perché del tutto innocente. Non c’era lui, infatti, quel giorno di novembre del 2009 insieme con il connazionale Gheorghe Sorin Subtirelu, durante la rapina ai danni di Maria Mostardini, 77 anni all’epoca dei fatti. La donna fu legata mani e piedi con delle stringhe e messa a tacere con un cuscino sulla bocca.

 

Quella sera, a rapinare la signora Mostardini erano state tre persone a volto scoperto, con accento dell’Est, in possesso delle chiavi dell’abitazione. Le indagini si concentrarono sulle frequentazioni di una ex badante dell’anziana e identificarono presto uno dei responsabili nel romeno Subtirelu. Lo catturarono in un ristorante, mentre era a cena con altri connazionali. Per una coincidenza fortuita, in quello stesso locale, ma a un altro tavolo e con un amico inglese, c’era anche Hardugaci.

 

Durante il processo, la signora Mostardini non riconobbe con certezza in Hardugaci la persona che l’aveva legata mani e piedi: “Sono sicura al 50% che sia lui”. Perfino il vero autore del colpo, Subtirelu, scagionò il connazionale: “Con la rapina non c’entra nulla”.

 

Hardugaci, in custodia cautelare, nel frattempo era stato licenziato dalla ditta romana dove lavorava. Per anni ha ripetuto di essere totalmente estraneo ai fatti, di non essere mai stato a Montelupo, il paese di residenza della vittima della rapina. E sottolineato come conoscesse Subtirelu solo superficialmente.

 

Ma ci sono voluti tre gradi di giudizio per accertare la sua innocenza e il fatto che sia stato vittima di uno scambio di persona. Ora lo Stato lo risarcirà per l’ingiusta detenzione che ha subito: la prima sezione penale della Corte d’Appello di Firenze, accogliendo l’istanza dell’avvocato Fabio Generini, ha stabilito per Joan Hardugaci un risarcimento di 16 mila euro. I giudici hanno calcolato 253 euro e rotti per ogni giorno di ingiusta detenzione, più un forfait per il resto dei giorni in cui ha vissuto sotto provvedimento restrittivo e per la perdita del lavoro.

 

(fonte: Stefano Brogioni, La Nazione, 9 dicembre 2015)

 

 

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