Tre mesi in carcere per aver favorito l’immigrazione clandestina. Non c’entrava nulla

Pasquale Vitiello

Pasquale Vitiello

Novantadue giorni in custodia cautelare, in carcere e agli arresti domiciliari, con l’accusa di un reato mai commesso. Danni enormi alla vita professionale, alla famiglia, alla stabilità psicofisica. Per questo Pasquale Vitiello, 53 anni, ragioniere commercialista originario di Torre Annunziata (Napoli), ma da anni residente a Carpi (Modena), ha chiesto un risarcimento per ingiusta detenzione. La sua vicenda giudiziaria si è conclusa solo ora, a sette anni di distanza dai fatti.

 

Tutto comincia nel cuore della notte del 23 novembre 2010. Pasquale Vitiello viene arrestato dalla Squadra mobile di Mantova in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta su una presunta organizzazione criminale per favorire l’ingresso e la permanenza di stranieri in Italia. In particolare,  è accusato (con altre tre persone, due delle quali cinesi) di aver messo in piedi un’organizzazione criminale specializzata nell’ottenimento del permesso di soggiorno grazie alla sanatoria nazionale per colf e badanti del settembre 2009.  Agli italiani spettava la parte burocratica; ai cinesi, l’adescamento di connazionali.

 

“Vennero a prelevarmi in casa alle tre di mattina, mi ammanettarono e mi portarono in prigione, prima a Modena poi a Cremona. Poi vennero i domiciliari. Ma nel frattempo la mia vita venne devastata: persi i clientio studio, fui lasciato dalla mia compagna, persi la casa e fui costretto a vivere per due anni in una stanza del mio studio professionale”, ricorda oggi.

 

Dopo oltre tre mesi di ingiusta detenzione tra carcere e arresti domiciliari, Pasquale Vitiello fu assolto “perché il fatto non sussiste”. Ma fu costretto a chiedere aiuto ai servizi sociali e alla Caritas: “Mi aiutarono a pagare l’affitto dello studio, mi ritrovai in fila per un pasto insieme con decine di stranieri, non avevo neanche i soldi per le spese minime per la sussistenza”.

 

“Ero incensurato: potevano sospendermi dal lavoro, trovare qualsiasi altro modo per farmi scontare quella che credevano essere la mia colpa, ma il carcere… Questa presunzione di colpevolezza, quando si dovrebbe essere considerati innocenti fino a prova contraria: questo è un fallimento per l’Italia e una vergogna”.

 

Il 14 luglio, l’avvocato Luca Lugari – legale di Pasquale Vitiello – ha depositato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione. L’obiettivo è ottenere dallo Stato 119.250 euro mila euro per vedersi indennizzati i danni morali ed economici: 100 mila euro in virtù della sua accertata innocenza, più 250 euro per ogni giorno di ingiusta detenzione, più altri 125 euro per ogni giorno trascorso ai domiciliari. “Anche se sono perfettamente consapevole che nessuna cifra può risarcire, a livello morale, l’ingiustizia che ho subìto. Per questo, non mi fermo e sono determinato a rivolgermi al tribunale di Strasburgo per i diritti umani”.

 

(fonte: Gazzetta di Modena, 20 luglio 2017)

 

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