Scambiato per trafficante perché troppo curioso: 6 mesi e mezzo in carcere da innocente

Lo avevano arrestato nel maggio 2012 con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. In ballo c’era un carico di 213 kg di cocaina su un gommone spiaggiato a Calambrone (Pisa). Ma già all’udienza preliminare il reato degno di un narcotrafficante sudamericano era caduto. Restava la detenzione ai fini di spaccio per la quale Massimiliano Olivieri, 34 anni, pescatore, di Livorno, era stato rinviato a giudizio. E ieri mattina, poco dopo le 10, anche quell’accusa è svanita: assolto perché il fatto non costituisce reato. Il pubblico ministero, Paola Rizzo aveva chiesto una condanna a 4 anni.

 

Dopo la lettura della sentenza pronunciata dal secondo collegio (presidente Salutini, a latere D’Auria e Degl’Innocenti), Olivieri ha abbracciato il suo avvocato, Massimo Gambacciani. Un incubo dissolto che per tre anni è stato condiviso anche con i familiari, presenti in aula e sollevati per un verdetto che toglie ogni macchia all’imputato.

 

Quel giorno di maggio, intorno alle 13,30, Olivieri si era portato alla bocca dello Scolmatore per vedere le condizioni del mare. Era lì per pescare. Poi, mentre andava via col suo scooter, aveva notato uno zaino fuori da un gommone all’apparenza abbandonato.

«Allora, solo per curiosità, s’era chinato per vedere cosa ci fosse dentro e proprio in quel momento era stato fermato dai carabinieri – spiega il legale –. Era chiaro che con quel carico Olivieri non c’entrava niente. E già il gup Bufardeci lo ha capito rinviandolo a giudizio solo per la detenzione di droga. I riscontri su tabulati telefonici, computer e anche con il dna dei mozziconi di sigarette trovati in zona hanno escluso che Olivieri facesse parte di organizzazioni criminali o sapesse di quel carico».

 

Secondo l’avvocato Gambacciani la “colpa” del suo cliente sarebbe stata solo la curiosità di vedere cosa contenevano gli zaini. In tutto sul gommone sgonfio erano 8 per un totale 213 kg di cocaina. Si è avvicinato, ha dato un’occhiata in giro e poi ha messo una mano nel borsone tirando fuori un panetto da 5 kg. Una frazione di secondo dopo quel gesto sono saltati fuori i carabinieri in appostamento. Dopo il rinvenimento fortuito, il carico era rimasto al suo posto. Gli investigatori monitoravano la zona per intercettare chi si fosse presentato per recuperare i 213 kg di cocaina.

 

«Quel semplice gesto ha dato origine a un arresto, a una detenzione in carcere e a un processo – prosegue il legale –. È stato sufficiente che Olivieri tenesse in mano il panetto per arrestarlo e contestargli un reato enorme come il traffico internazionale di droga. Non è pensabile che uno con lo scooter potesse portarsi via oltre 2 quintali di droga. Olivieri e la sua famiglia sono persone perbene. Ha passato 6 mesi e mezzo in carcere da innocente. Chiederemo i danni per ingiusta detenzione».

Assoluzione a parte, il processo non ha chiarito chi ha perso un carico da almeno 20 milioni di euro.

 

(fonte: Pietro Barghigiani, Il Tirreno, 23 aprile 2015)

 

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