Daniela Stuto è innocente: non fu lei ad avvelenare l’amica

Daniela Stuto

Daniela Stuto

Cinquantaduemila euro per l’ingiusta detenzione. È il risarcimento che riceverà Daniela Stuto, assolta dall’accusa di aver ucciso con una minestra al cianuro la sua amica Francesca Moretti a febbraio 2000. La Cassazione ha respinto la richiesta di oltre 516 mila euro, il massimo previsto dalla legge, e ha invece confermato l’ordinanza della corte d’appello del 2004, che secondo gli ermellini ha fatto “un corretto uso del criterio aritmetico”.

 

(fonte: Corriere della Sera, 4 ottobre 2006)

 

Non ha avvelenato l’amica
“Questa è la verità, è la verità”. Daniela Stuto, tra le lacrime, stretta al suo fidanzato Fabrizio, accoglie così la sentenza della seconda Corte d’Assise di Roma che la assolve dall’aver avvelenato la sua amica Francesca Moretti. Secondo i giudici Daniela Stuto, che si era sempre proclamata innocente, “non ha commesso il fatto”. “Ci aspettavamo questa decisione e non abbiamo mai avuto dubbi” commenta l’avvocato Fiorangelo Marinelli, difensore di Daniela Stuto.
“Io non ho mai perso la fiducia – dice la Stuto -. Sono stata sempre certa della mia assoluzione. Non ho mai dubitato della sentenza anche se le cose che sono state dette mi hanno straziato e mi avevano indotto a farmi perdere la fiducia nella giustizia che non ho però mai abbandonato perché altrimenti non si potrebbe andare avanti. E’ stato un anno difficile e difficile non è stata solamente la giornata di oggi”.

 

Un’accusa pesante quella che gravava su Daniela Stuto: era lei l’unica persona, secondo la procura di Roma, che il 22 febbraio 2000 avrebbe potuto somministrare il veleno all’amica. Per questo stamattina il pm aveva chiesto 25 anni di reclusione. Contro di lei anche le numerose bugie e le tante contraddizioni, elencate dal gip in un duro provvedimento che le negava la scarcerazione, in cui la Stuto sarebbe incorsa davanti agli investigatori per allontanare da sé ogni sospetto. Oscuro però il movente del delitto.

 

Daniela Stuto, studentessa 28enne di psicologia originaria di Lentini (Siracusa), venne arrestata e rinchiusa nel carcere di Rebibbia con l’accusa di avere ucciso con una dose di cianuro, versata in una minestra al formaggino, Francesca Moretti, 29 anni di Pesaro, con la quale abitava in un appartamento in via dello Scalo di San Lorenzo, a Roma.

 

“Non ho niente da festeggiare perché mi hanno rubato un anno di vita e una festa non basta per farmelo restituire” dice Daniela Stuto. Che ricorda così Francesca Moretti: “Io le sono stata sempre vicina, io non le ho fatto niente, io non ho commesso niente” ripete la ragazza. I giudici le hanno creduto. Ma un interrogativo resta. “Chi ha ucciso mia figlia? Quale è stata la motivazione?” si chiede la mamma di Francesca Moretti.

 

(Fonte: la Repubblica, 10 aprile 2002)

 

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