Alessio Biasin non ha ucciso la compagna, risarcito per ingiusta detenzione

Venne trovata morta in casa 17 anni fa Maria Armando, un omicidio brutale del quale venne incolpato il suo compagno, un preside con cui aveva iniziato una relazione dopo essere rimasta vedova.

 

Ma a distanza di anni oggi la procura si dice sicura di aver individuato i veri colpevoli, grazie a un’intercettazione: Maria venne uccisa dalle due figlie ventenni, Katia e Cristina Montanaro, da due amiche e dal fidanzato di una di queste.

 

Il motivo: impossessarsi dell’eredità. Una storia sconvolgente che somiglia a quella di Pietro Maso, che uccise i genitori, per denaro, poco distante da dove venne uccisa Maria.

 

La signora Armando, 42 anni, venne trovata morta in casa sua, a Praissola di San Bonifacio, provincia di Verona, il 23 febbraio 1994. Ventuno coltellate e un ultimo oltraggio: venne trovata con un bastone nelle parti intime. Questo dettaglio fece pensare che si trattasse di un delitto passionale. I sospetti ricaddero sul compagno, che aveva lasciato per lei la moglie e sette figli.

 

Alessio Biasin venne arrestato il 17 marzo del ’94 e si fece 4 mesi in carcere dichiarandosi sempre innocente. Scarcerato a luglio, ottenne anche un risarcimento per ingiusta detenzione. Da allora, un giallo irrisolto quello sulla morte di Maria Armando.

 

Fino alla svolta, qualche mese fa. Il fidanzato attuale di una delle presunte assassine, arrestato per altri motivi, rivela agli inquirenti una confidenza.

 

Alessandra Cusin aveva detto all’uomo di aver partecipato a un omicidio. Viene preparata una trappola, piazzate delle microspie, e la donna confessa tutto. Peccato che per un problema procedurale quelle intercettazioni rischiano di non essere utilizzabili. Il 19 aprile il giudice stabilirà se quelle intercettazioni, con relativa confessione, sono valide e procedere quindi con gli arresti.

(fonte: Blitz Quotidiano, 5 aprile 2011)

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