Nessuno avvisa l’avvocato e la condanna diventa definitiva: 2 giorni in carcere innocente

Vincenza Piccinini

Vincenza Piccinini

In carcere due giorni da innocente perché la sentenza che la condanna ingiustamente viene depositata senza che ne sia avvertito il suo avvocato. Risultato: niente possibilità di appello. È l’incredibile vicenda capitata a Vincenza Piccinini, 33 anni, una commerciante di Imperia. Ora il suo avvocato, Mario Leone, chiede un risarcimento per ingiusta detenzione.

 

I fatti. Per una vecchia storia di ricettazione, nell’ambito dell’inchiesta “Easy Check” che risaliva al 2012, nell’ottobre del 2014 Vincenza Piccinini viene condannata dal Tribunale di Imperia a 3 anni di reclusione. Il deposito della sentenza non avviene entro i 60 giorni previsti dalla legge, ma slitta alla fine di gennaio. E soprattutto, nessuno invia la dovuta comunicazione all’avvocato difensore di Piccinini, che avrebbe invece potuto presentare ricorso in appello.

Chi ha messo il timbro e inserito il documento nella banca dati del Ministero della Giustizia, insomma, si è “dimenticato” di avvisare i legali. Che hanno 30 giorni di tempo dal deposito della sentenza per ricorrere in appello.

 

Arriviamo così ad aprile. La polizia si presenta alla porta della commerciante con un ordine di carcerazione. La sentenza è ormai passata in giudicato e per lei si devono aprire le porte del carcere di Pontedecimo a Genova.

L’avvocato Leone si accorge dell’errore quando Piccinini – incensurata e mai stata in una prigione in vita sua – ha già scontato due giorni in cella: la donna viene immediatamente scarcerata.

 

Il pm Lorenzo Fornace, che aveva firmato il provvedimento di carcerazione sulla base dei documenti trasmessi dalla cancelleria penale, si è subito reso conto della gravità della situazione.

 

“Si è quindi provveduto a richiedere al giudice dell’esecuzione Domenico Varalli l’immediata scarcerazione stante l’omessa comunicazione da parte della cancelleria penale del tribunale di Imperia dell’avvenuto deposito della sentenza –aveva sottolineato l’avvocato Leone – tra l’altro lo stesso magistrato ha disposto, ravvisando la possibile fondatezza del ricorso del difensore, la remissione in libertà fissando l’udienza per la discussione che si è svolta questa mattina dandomi ragione”.

 

Fondamentale anche l’intervento del presidente del Tribunale di Imperia, Donatella Aschero. Che ha anche avviato un’inchiesta interna per capire come sia stato possibile dare il via a una vicenda come quella che ha coinvolto Vincenza Piccinini.

L’avvocato Leone frattempo ha annunciato che ricorrerà in appello ora che la sentenza è stata registrata e chiederà anche i danni al Ministero della Giustizia per i due giorni che Piccinini ha dovuto passare in carcere, 50 mila euro: “Un importo calcolato non solo per l’ingiusta detenzione, ma anche per le conseguenze psicofisiche subite dalla mia assistita”.

 

(fonti: Giò Barbera,  Riviera24, 11 agosto 2015; ImperiaPost, 11 giugno 2015)

 

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