Pino Tortelli in carcere incolpevole ora chiede 100 milioni

Pino Tortelli presenta il conto. Il necroforo del cimitero di Stella, assolto dalla corte d’Assise di Savona dall’accusa di aver ucciso il transessuale Donatella Manunta, ha deciso di chiedere allo Stato un risarcimento di cento milioni per «l’ingiusta detenzione» cui fu costretto dal 23 gennaio al 2 giugno del ’93. La domanda è stata presentata ieri mattina, alla corte d’Appello di Genova, dal difensore Fabio Ruffino.

 

Fra le motivazioni addotte dal legale ci sono anche le condizioni di salute del necroforo, duramente provato dall’esperienza del carcere. A distanza di due anni, Pino Torielli non riesce a dimenticare i sei mesi passati a Sant’Agostino: «Torielli – si legge nell’istanza – ha avuto difficoltà nel tornare al lavoro. Si isola, è irritabile. Soffre di insonnia e ha incubi notturni». E ancora: «Perle sue precarie condizioni fisiche non può più svolgere attività lavorative pe¬ santi tanto che il Comune di Stella è stato costretto ad appaltare i servizi riguardanti i cinque cimiteri comunali, che prima erano svolti da Torielli».

 

L’uomo era stato arrestato nel gennaio del ’93 due anni dopo l’assassinio di Donatella Manunta (il transessuale trovato morto nel suo appartamento di via Untoria), sulla base di alcune testimonianze che, però, durante il processo non si rivelarono attendibili. Pino Torielli fu assolto «per non aver commesso il fatto».

 

(Fonte: la Stampa, 7 febbraio 1995)

 

 

Morto Pino Tortelli, fu risarcito dallo Stato

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