La rapita ora chiede i danni allo Stato

Silvana Dall’Orto, che fu vittima di un sequestro e protagonista di un’indagine giudiziaria che ne comportò anche l’arresto (poiché gli inquirenti sospettavano che fosse in combutta con i malviventi), sta preparando col suo avvocato una richiesta di risarcimento allo Stato per ingiusta detenzione.
La Dell’orto è stata assolta dall’accusa di tentata estorsione e ora chiede i danni. I sospetti su di lei si materializzarono quando i rapitori, non soddisfatti del riscatto di 3 miliardi e 840 milioni pagati dal marito della donna, cercarono di avere altro denaro dal cognato, Oscar Zannoni, industriale della ceramica e attuale presidente dell’Assopiastrelle, inviandogli a casa una bomba. Il marito della Dall’Orto, Giuseppe Zannoni, ha dichiarato che, durante un breve colloquio, Antonio Gava, ministro dell’Interno nella primavera ’89, gli avrebbe consigliato di pagare di nascosto, pur di liberare la moglie, da mesi ostaggio dei rapitori. “Il ministro mi disse: l’importante è che lei porti a casa sua moglie, i conti col procuratore li farà dopo. E io ha detto Zannoni interpretai quelle parole come un incoraggiamento ad agire”. Per Zannoni “è un’ingiustizia che lo Stato abbia pagato per certi sequestri e non per altri. Esistono sequestrati di serie A e di serie B. Mia moglie poi, è di serie C, perché ha pagato anche dopo”.(Fonte: laStampa, 22 novembre 1993)

Silvana Dall’Orto chiede la riapertura delle indagini

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